L’associazione in audizione alla Camera dove il testo è giunto in seconda lettura
Un provvedimento che mira a «modernizzare il sistema ordinistico, a rafforzare l’identità delle professioni e ad elevare la qualità delle prestazioni e delle competenze», e «l’ampiezza dei principi indicati dal disegno di legge delega consente a ciascuna professione di regolamentare, con i decreti legislativi di attuazione della riforma, le specifiche esigenze relative alla definizione dei livelli di formazione e qualificazione per l’accesso all’Albo, al riordino di eventuali sezioni dello stesso, alle incompatibilità con l’esercizio dell’attività, nonché alla definizione, in accordo con il ministero vigilante, di ogni norma di specifico interesse relativo alla composizione della governance nazionale e territoriale, delle modalità di svolgimento delle elezioni».
È quel che si legge nella memoria che ProfessionItaliane.
L’associazione del sistema ordinistico, ha depositato nella commissione Giustizia della Camera, nella quale è approdato in seconda lettura, dopo il via libera al Senato il 3 agosto scorso, il «restyling» delle regole di 15 categorie: oltre ai periti industriali, l’iniziativa normativa punta ad aggiornare i criteri per lo svolgimento del lavoro di agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. E, nel corso dell’intervento del presidente dell’organismo Rosario De Luca, è stato sottolineato che, col varo della disciplina, «al fine di rendere maggiormente effettiva l’applicazione dell’equo compenso, sarebbe opportuno conferire una delega più forte al Governo affinché si attivi concretamente per definire e aggiornare, in accordo con i singoli Consigli nazionali, i parametri del compenso e le modalità di applicazione», e si richiama pure «l’impellenza di aggiornare e adeguare anche i compensi spettanti ai professionisti nello svolgimento del ruolo di periti e consulenti tecnici d’ufficio».
Ai parlamentari l’associazione ha, poi, proposto l’istituzione di una cabina di regia con i ministeri competenti e i Consigli nazionali, chiamata a seguire la stesura dei decreti legislativi, puntando a salvaguardare le competenze già attribuite alle singole professioni e assicurarne la coerenza con i percorsi di studio, il tirocinio e gli esami di abilitazione. Nel corso dell’audizione, inoltre, ProfessionItaliane ha richiamato anche l’esigenza di poter godere di un trattamento fiscale delle società tra professionisti che ne favorisca l’adozione, soprattutto tra i giovani. «Apprezzamento», infine, è stato espresso per il principio che lega l’uso del titolo professionale all’iscrizione all’Albo, a tutela dei cittadini contro l’esercizio abusivo, e per il riconoscimento del ruolo dei Consigli nazionali nella definizione dei codici deontologici.














