martedì, 27 Settembre 2022

Riforma degli ammortizzatori (anche) per gli autonomi

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Lunedì Orlando ne parlerà con le parti sociali. Idea dell’equo compenso nel Pnrr

L’epidemia da Covid-19 lascia dietro di sé (anche) la necessità di attribuire agli occupati dipendenti, al «popolo delle Partite Iva», ai precari e agli operatori dello spettacolo una gamma di strumenti di sostegno il più possibile adatta a sopportare il «peso» delle crisi del tessuto economico e sociale: è l’idea che sottende alla bozza di riforma degli ammortizzatori del ministro del Lavoro Andrea Orlando, che è circolata nelle ultime ore e il cui testo è stato spedito alle parti sociali (sindacati ed imprese ed associazioni categoriali, tra cui Confprofessioni), che ne parleranno lunedì 9 agosto con lo stesso esponente governativo.

Un documento sul quale, è stato subito notato, sono assenti i numeri della dotazione finanziaria, circostanza che lascia intendere che occorrerà attendere la manovra economica dell’autunno perché l’iniziativa abbia una cornice più «concreta». I principi, intanto, sono elencati in modo tale da far comprendere quale direzione desidera seguire Orlando: innalzare «il grado di equità generale del sistema» e tratteggiare un sistema in cui «non vi siano lavoratori esclusi dal sistema di protezione sociale», attraverso un «universalismo differenziato», ad esempio in considerazione delle dimensioni delle aziende. Nessuno dovrà, dunque, esser lasciato indietro, nemmeno chi ha un lavoro indipendente, o discontinuo, uno scenario inclusivo, pertanto, pure per tutti gli addetti in regime di subordinazione, anche con anzianità minima, apprendisti compresi, si legge.

In particolare, recita il testo ministeriale, per la componente degli autonomi arriverebbero più tutele per la maternità e più giorni di malattia, in attesa di valutare l’impatto dell’Iscro (l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa introdotta dalla Legge di Bilancio per l’anno in corso, ndr) e deciderne un’eventuale stabilizzazione. Stando all’orientamento messo nero su bianco da Orlando, chi dovrà chiudere la partita Iva potrà esser preso in carico nell’ambito del programma nazionale Gol (la «Garanzia di occupabilità dei lavoratori», misura contemplata sempre dalla manovra economica per il 2021), oltre a protezioni significative per coloro che, sempre nel segmento del lavoro autonomo, si ammalassero gravemente.

Tra le pieghe della bozza spunta, poi, un’iniziativa che si rivelerebbe estremamente preziosa per i tanti liberi professionisti italiani che scommettono sulla ripartenza fondata (anche) sui progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per rivitalizzare la propria attività lavorativa, a seguito dell’emergenza Coronavirus: si punta, infatti, ad estendere l’equo compenso per le prestazioni professionali a tutti i bandi e a ognuna delle azioni di selezione della Pubblica amministrazione legati al «Recovery plan». E, considerando la mole delle opere da avviare con parte degli investimenti (per un totale di 221,5 miliardi), l’occasione potrebbe essere davvero ghiotta.

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