Record di Calore Oceanico nel 2023: impatti globali e allarme per il Mar Mediterraneo

da | 25 Gen 2024 | Prevenzione e igiene ambientale

Nel 2023, record per la temperatura delle acque oceaniche, responsabili dell’assorbimento del 90% del calore causato dal riscaldamento globale, allarme per il Mar Mediterraneo

In materia di ambiente e sostenibilità, segnaliamo il recente studio “New Record Ocean Temperatures and Related Climate Indicators in 2023”, pubblicato sulla rivista ‘Advances in Atmospheric Sciences’, dove è stato certificato che la ‘febbre dell’oceano’ ha raggiunto nuovi picchi nel 2023, con temperature oceaniche record.

La ricerca, condotta da un team internazionale coordinato dall’Istituto di fisica dell’atmosfera dell’Accademia Cinese delle Scienze (IAP-CAS), includeva scienziati statunitensi, neozelandesi, francesi, e per l’Italia, Simona Simoncelli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Franco Reseghetti dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

I numeri

Nel 2023, la temperatura delle acque oceaniche, responsabili dell’assorbimento del 90% del calore causato dal riscaldamento globale, è aumentata significativamente, con valori divergenti tra 9 (calcolo NOAA) e 15 (calcolo IAP-CAS) ZettaJoule rispetto al 2022, a profondità comprese tra 0 e 2000 metri.

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Queste differenze sono attribuite principalmente alle procedure di controllo dati e alle metodologie di calcolo.

Le cause

Le anomalie nelle temperature superficiali dell’oceano sono attribuite non solo al riscaldamento globale ma anche alle fluttuazioni termiche a breve termine dell’Oceano Pacifico legate ai fenomeni La Niña e El Niño a partire da maggio 2023.

Le conseguenze

Le acque più calde e le variazioni nella salinità causano impatti su scala globale, secondo gli esperti che hanno condotto la Ricerca.

In primis, le acque complessivamente più calde prodotte dalla combinazione di questi fattori possono modificare l’andamento meteorologico a livello mondiale.

In particolare, la variazione di precipitazioni atmosferiche e l’evaporazione delle acque superficiali alterano la salinità dell’oceano, per cui le aree salate continuano a divenire sempre più salate e le aree con acqua più dolce continuano a diminuire la loro salinità, con conseguenze dirette sulla vita marina, sulle correnti oceaniche e sulle interazioni con l’atmosfera.

La stratificazione delle acque, accentuata nel 2023, impedisce alle acque meno dense di trasportare calore e sostanze vitali alle profondità, influenzando la vita marina e le correnti oceaniche.

Il Mar Mediterraneo, in particolare, ha registrato il riscaldamento più veloce, raggiungendo il massimo valore termico mai registrato.

L’importanza del monitoraggio

Gli studiosi sottolineano l’importanza del monitoraggio continuo dei mari, in particolare del Mediterraneo, per comprendere gli impatti del riscaldamento globale e adottare misure di adattamento e mitigazione, date le significative conseguenze su agricoltura, pesca, idrologia, previsioni meteorologiche e salute delle popolazioni.

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