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La Raccomandazione UE del 2.07.2025 apre la via all’innovazione nelle rinnovabili

da | 4 Lug 2025 | Meccanica ed efficienza energetica

L’iniziativa rappresenta una risposta alle criticità emerse nell’attuazione dei piani energia-clima nazionali

 Con la Raccomandazione C(2025) 4024 final, pubblicata il 2 luglio scorso, la Commissione Europea fornisce agli Stati membri un pacchetto organico di indirizzi tecnici e normativi per favorire la diffusione delle energie rinnovabili attraverso tecnologie e forme innovative, nonché per accelerare l’ammodernamento delle infrastrutture di rete e di stoccaggio. L’iniziativa si inserisce nel quadro della direttiva riveduta (UE) 2018/2001 e costituisce una risposta concreta alle criticità nell’attuazione dei piani energia-clima nazionali.

Oltre il fotovoltaico a terra: definizioni chiare e riconoscimento giuridico

Nel testo vengono definite le principali forme innovative da valorizzare nei quadri normativi nazionali, tra cui:

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  • Agrisolare (compreso l’agrivoltaico integrato in colture, allevamento e apicoltura)
  • Solare integrato architettonicamente o in infrastrutture pubbliche
  • Fotovoltaico galleggiante e integrato nei veicoli
  • Mini-FV plug-in, incluso il fotovoltaico “da balcone”
  • Eolico offshore galleggiante e energia oceanica.

La Commissione invita gli Stati a semplificare e rendere esplicite le regole applicabili a ciascuna tecnologia, evitando incertezze interpretative, e a stabilire standard tecnici e di sicurezza proporzionati.

Zone dedicate per rete e stoccaggio: la novità infrastrutturale

Una delle indicazioni operative più rilevanti riguarda l’istituzione di “zone dedicate” per infrastrutture elettriche e di accumulo, ai sensi dell’art. 15 sexies della direttiva RED II. In tali aree sarà possibile attivare:

  • Procedure autorizzative accelerate;
  • Deroghe ambientali selettive, purché giustificate e compensate;
  • Sistemi digitali di gestione e consultazione.

La Commissione suggerisce inoltre una mappatura coordinata a livello nazionale, integrata con i Piani energia-clima, i Piani di sviluppo della rete (TSO/DSO), le strategie marittime e le zone di accelerazione previste dall’art. 15 ter.

Tariffe di rete orientate al futuro

Le autorità regolatorie nazionali sono invitate a riformare le strutture tariffarie per renderle:

  • Orarie e localizzate, capaci di riflettere costi e congestionamenti reali;
  • Basate sulla capacità nei picchi, per premiare comportamenti virtuosi;
  • Adatte allo stoccaggio, evitando doppi addebiti e stimolando l’ottimizzazione della carica/scarica;
  • In grado di valorizzare prosumer, comunità energetiche e utenti industriali flessibili.

Il documento invita a considerare anche schemi incentivanti basati su prestazioni e innovazione, oltre al mero criterio prezzo nelle gare per l’assegnazione degli incentivi.

Verso un approccio sistemico: ricerca, competenze, interoperabilità

Un’intera sezione è dedicata alla necessità di:

  • Sostenere progetti dimostrativi e sperimentali su tecnologie emergenti;
  • Colmare il divario di competenze nelle pubbliche amministrazioni e nei regolatori;
  • Favorire la cooperazione istituzionale e la standardizzazione tra Stati membri.

In particolare, si raccomanda agli Stati di coinvolgere professionisti qualificati nell’analisi dei progetti innovativi e nella definizione delle norme tecniche, attivando percorsi di formazione continua e utilizzando strumenti UE come il programma LIFE, il Patto per le Competenze o il Fondo per la Transizione.

Conclusioni per i decisori pubblici e i professionisti tecnici

Questa Raccomandazione si configura come un quadro di riferimento operativo e strategico, utile sia ai decisori pubblici (Ministeri, Regioni, autorità di regolazione) sia ai professionisti (ingegneri, tecnici ambientali, progettisti di impianti, energy manager).

La Commissione non si limita a “chiedere di fare di più”, ma propone come fare meglio, con strumenti giuridici e finanziari adattabili alle diverse realtà nazionali. La transizione non sarà solo una questione di megawatt, ma anche di metodo, interoperabilità e cultura tecnica.

 

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