Save the children: nella Penisola peggiorano le condizioni delle madri lavoratrici
La Casa Bianca guidata da Donald Trump ha fatto sapere di ritenere di essere «vicina» ad un accordo con Teheran su un memorandum d’intesa in 14 punti per mettere fine alla guerra nel Golfo, mentre nella nostra Penisola, in un vertice dei leader di maggioranza con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi oggi, c’è stata, a quanto si apprende, la situazione internazionale e, soprattutto, la crisi energetica e sarebbe emersa la necessità di ridurre la dipendenza da fonti esterne, individuando tra le principali linee d’azione l’accelerazione del percorso verso il nucleare e così fronteggiare l’attuale fase di emergenza.
Per ciò che concerne l’ambito globale, le prove d’intesa fra Stati uniti e Iran contemplano l’impegno del regime degli ayatollah ad una moratoria sull’arricchimento nucleare, nonché il «semaforo verde» americano alla revoca delle sanzioni e allo sblocco di miliardi di dollari di fondi delle autorità del Paese del Golfo congelati e la revoca di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz (l’area in cui transitavano le navi cariche di greggio, prima dell’avvio degli attacchi militari condotti da Washington e Tel Aviv contro Teheran).
Fonti di nazioni confinanti, comunque, evidenziando un cauto ottimismo, confidano in una tregua in tempi non troppo lontani.
Volgendo nuovamente lo sguardo al contesto dello Stivale, in vista della Festa della mamma (che viene celebrata tradizionalmente nella seconda domenica del mese di maggio) sono stati diffusi dati sulla presenza «rosa» nel mondo del lavoro, con particolare riferimento alla presenza di donne con prole.
Attualmente ha un impiego solo il 58,2% delle donne con figli in età prescolare e, per la prima volta, recita l’undicesima edizione del rapporto «Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026» di Save the children ed elaborato dal Polo ricerche dell’organizzazione, si registra un generale peggioramento della situazione occupazionale in tutte le regioni del Paese, dove la penalizzazione associata alla maternità è arrivata alla soglia del 33%.
Rispetto agli scorsi anni, poi, a fronte di un incremento del tasso lavorativo, anche femminile, sono le donne e in particolare le madri, a beneficiare di meno del «trend» positivo: tra le 25-54enni con almeno un figlio minore, l’occupazione nel 2025 rispetto al 2024 è aumentata dello 0,1%, mentre a crescita è dello 0,9% per gli uomini nelle stesse condizioni. Nel settore privato il 25% delle madri under35 esce dal mercato del lavoro nell’anno della nascita del primo bambino, contro il 12% delle over35. La distanza si riflette anche nei livelli di inattività: tra i genitori 20-29enni è inattivo il 59,8% delle madri (che aumenta al 70% con due, o più figli), contro appena il 6,2% dei padri (in flessione al 5,8% con due o più figli).









