Prove di indipendenza energetica (anche) con le Comunità energetiche rinnovabili

da | 15 Mar 2022 | Il punto

Indipendenza energetica? Si può fare. Quello che sembrava un concetto utopistico per molti, può diventare una realtà possibile, a patto di cambiare passo. Del resto quello della dipendenza energetica è un problema sistemico che il nostro paese deve risolvere da tempo, un problema che la questione Ucraino-Russa ha solo reso ancora più evidente.   

Che fare quindi? I punti chiave della strategia energetica europea per il dopo-Ucraina potrebbero essere due: innanzitutto la transizione verde, in secondo luogo la diversificazione dei mercati di riferimento, dal petrolio al gas naturale, tanto possibile quanto auspicabile. Se sul secondo punto non spetta a noi trovare la strada, sul primo possiamo come tecnici professionisti dire la nostra in maniera consapevole.

La transizione verde va accelerata, accrescendo gli investimenti nelle fonti rinnovabili e pulite che non mancano, consapevoli che in questa corsa verso l’indipendenza non ci sono trucchi per ridurre le bollette, ma un approccio nuovo di lotta allo spreco energetico che parte dalla valutazione dei propri stili di consumo energetico. Un’altra riflessione importante è che non è possibile farcela da soli, la soluzione in sostanza non è tagliare il collegamento con la rete pubblica, ma usarla con logiche diverse e trovare un nuovo modo per sfruttare le risorse che abbiamo per essere indipendenti.

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Uno degli strumenti per realizzare tutto questo c’è: ed è quello che il legislatore ha individuato nelle comunità energetiche rinnovabili, modelli di autoconsumo di energia elettrica condivisa e autoprodotta da fonti pulite, che generano benefici multipli: taglio delle emissioni, risparmi in bolletta, accumulo, vendita alla rete della quota di energia autoprodotta in eccesso. Insomma parliamo di una rivoluzione dal basso, che realizza l’indipendenza energetica dei territori e punta a una transizione davvero ecologica. Senza bisogno di nuove centrali fossili, tantomeno di un ritorno al nucleare (visto che per la quarta generazione servono ancora decenni di ricerca).

Ma la cultura delle fonti di energia rinnovabili va accompagnata con iniziative formative e informative dirette ai cittadini, alle imprese e agli enti e supportando la nascita delle singole comunità energetiche territoriali. Questo è quello in cui crediamo e che come Consiglio nazionale stiamo facendo in tutta Italia. Tutto con un principio guida: la vera indipendenza non è un’assenza di legami, ma una rete di connessioni ulteriori, con vantaggi per tutti.

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