mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Bonus Transizione 4.0: proroga della consegna dei beni ordinati entro il 31/12/2021

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Transizione 4.0, anche il Milleproroghe interviene perfezionando una proroga che le associazioni di categoria, i professionisti e le imprese attendevano con ansia.

Le precedenti puntate sul Bonus Transizione 4.0

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Sappiamo, prima di tutto, che la Legge di bilancio 2022 (articolo 1, comma 44 della legge 234/2021) ha ulteriormente prorogato e rimodulato la disciplina del credito d’imposta beni strumentali nuovi Transizione 4.0, non toccando il regime vigente fino al 2022 e occupandosi, invece, del triennio 2023-2025).

Poi è arrivato anche il Decreto Sostegni-Ter: in virtù dell’articolo 10 del DL 4/2022 (attualmente è in esame al Senato la conversione in legge), il credito di imposta per gli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, per la quota superiore a 10 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica, nel periodo 2023-2025, è nella misura del 5 per cento (aliquota vigente), elevando per tali investimenti il limite massimo di costi ammissibili da 20 a 50 milioni di euro.

Le novità del Milleproroghe

L’articolo 3-quater del DDL di conversione del DL 228/2021, introdotto in sede referente, estende i termini entro cui le imprese possono fruire del credito d’imposta in beni strumentali nuovi disciplinato dalla legge di bilancio 2021, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022 (in luogo di quelli effettuati entro il 30 giugno 2022), ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Nello specifico, tale disposizione agisce modificando:

  • il comma 1054 della legge 178/2020 (manovra 2021), estendendo il termine del 30 giugno, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022, ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione (comma 1 lett.a);
  • il comma 1056 della legge 178/2020, in maniera analoga a quanto specificato sopra, cioè estendendo il termine del 30 giugno, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022, ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione (comma 1 lett.b).
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