mercoledì, 5 Ottobre 2022

“Progettista del futuro”, a Jogna la laurea honoris causa

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Per il suo straordinario impegno istituzionale, per il suo contributo all’istituzione delle lauree professionalizzanti, per le capacità dimostrate e le opere realizzate. Queste in realtà estrema sintesi le motivazioni che hanno portato l’Università di Udine a conferire la laurea magistrale honoris causa in Ingegneria gestionale a Giuseppe Jogna, già presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e presidente dell’Eppi, l’ente di previdenza di categoria. Il massimo riconoscimento accademico è stato proposto dal Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura.

Originario di Forgaria del Friuli, Jogna è stato fra i principali fautori delle lauree ad orientamento professionale istituite con il Decreto ministeriale 446 del 2020. Un obiettivo che lo aveva impegnato con il Consiglio nazionale dei periti industriali a sostegno dell’azione della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e dell’allora suo segretario generale, Alberto Felice De Toni, in quel periodo rettore dell’ateneo friulano.

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Una tenace azione dovuta anche alla profonda conoscenza di Jogna del mondo delle professioni, con più di 50 anni di impegno nei ruoli di rappresentanza della categoria. In particolare, come presidente dei periti industriali italiani per quasi 20 anni e, per dieci, dell’ente di previdenza dei periti, che ha contribuito a fondare.

La cerimonia ha visto gli interventi iniziali del prorettore, Angelo Montanari, che ha portato anche i saluti del rettore, Roberto Pinton, del direttore del Dipartimento, Alessandro Gasparetto, e del presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giovanni Esposito e del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Pietro Mauro Zanin.

«Giuseppe Jogna – ha detto nel suo messaggio il rettore Roberto Pinton –, è la quintessenza del portatore di valori fondamentali della sua terra natia, il Friuli, quali la passione per il lavoro, lo sviluppo delle competenze e la promozione sociale. Rappresenta un caso esemplare di impegno professionale e di rappresentanza istituzionale da presentare con orgoglio ai nostri studenti.

In particolare – ha sottolineato Pinton –, il contribuito di Jogna è stato rilevante per l’istituzione delle lauree a orientamento professionale, assicurando una fruttuosa interazione tra il Ministero dell’università e della ricerca, il Consiglio nazionale della categoria e la Conferenza dei rettori».

«I veri riformisti” ha detto Jogna nella sua lectio magistralis intitolata “Si apre una lezione per il futuro” si distinguono fra chi pensa al futuro e chi solo al presente». Questo il principio che ha guidato Jogna durante tutta la sua vita, in particolare durante il percorso di rappresentanza istituzionale della categoria. Soprattutto nella sua battaglia più rivoluzionaria, la nascita delle lauree professionalizzanti.

Un successo che, ha sottolineato, «ha potuto contare sulla prorompente azione di De Toni, allora segretario generale della Crui), che tanto si è speso per questa soluzione: credo di poter affermare che fu il vero promotore».

I periti industriali, ha ricordato, «sono profondamente riconoscenti a De Toni, che li ha sempre apprezzati e onorati della sua amicizia».

Dedicata a “La tempra di un uomo progettista e costruttore del futuro”, la laudatio è stata pronunciata da Alberto Felice De Toni. Jogna, ha raccontato il laudatore, «ha speso una vita con e per i periti industriali.

De Toni ha evidenziato la capacità del neo laureato honoris causa di «guardare lontano, di leggere il contesto, di essere paziente e al tempo stesso determinato, come quelli che sono stati educati a non mollare mai» Jogna, secondo De Toni, «è stato capace di vedere e aprire molte porte del futuro dei tecnici (..) con una grande capacità di indirizzo strategico e di gestione che gli hanno permesso di essere progettista del futuro nel complesso rapporto tra istruzione e lavoro”.

«Giuseppe Jogna è stato il precursore di un’età nuova per quanto riguarda il rapporto fra la formazione tecnica e quella ingegneristica universitaria – ha evidenziato il direttore del Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura, Alessandro Gasparetto –. Si può dire che la sua azione abbia creato un ponte fra questi due mondi che tradizionalmente occupavano ambiti distinti e comunicavano in maniera limitata.

Alla cerimonia ha preso la parola anche il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giovanni Esposito che ha ricordato come “Giuseppe Jogna sia stato soprattutto uno dei pionieri, quando forse nessuno di noi ancora poteva immaginarselo, del principio secondo il quale il professionista tecnico, quindi il perito industriale, doveva essere laureato. Una battaglia per la categoria forte di quel principio europeo secondo il quale per esercitare una professione intellettuale era necessario possedere una laurea almeno triennale».

Questo conferimento, ha concluso Esposito, «rappresenta il degno riconoscimento di una vita spesa per la categoria dei periti industriali e per il suo prestigio. Caro Giuseppe questa laurea è tua, ma è la laurea di tutti noi periti industriali».

 

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