Quasi 1,7 milioni di professionisti iscritti alle Casse di previdenza

da | 13 Dic 2022 | Professioni a confronto

Il reddito (medio) delle categorie è in calo

In ascesa i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private e privatizzate, fra cui quella dei periti industriali: al 31 dicembre scorso, infatti, erano pari a 1,7 milioni (precisamente 1 milione 699.274, +1,14% rispetto all’anno precedente), di cui il 53% si colloca nella fascia 40-60 anni. A farlo sapere l’Adepp, Associazione degli Enti pensionistici, l’Adepp, presentando il suo XII Rapporto, questa mattina, a Roma. Il reddito medio degli associati è pari a 35.989 euro, in calo, nell’ultimo anno, del 2,88%; il report illustrato «da una parte mette in luce un sistema che negli anni ha gestito il proprio patrimonio facendolo crescere in modo continuo e lineare e dall’altro certifica che l’impegno per i propri iscritti da parte delle Casse aderenti all’Adepp, è sempre più mirato a garantire un welfare pro-lavorativo efficace – 530 milioni – e a investire sia sulle prestazioni previdenziali sia assistenziali», si sottolinea.

Se nel 2020, recita il dossier dell’organismo guidato da Alberto Oliveti, gli importi erogati per entrambe le prestazioni superavano di poco i 7 miliardi, nel 2021 toccano i 7,7, miliardi registrando un +120% rispetto al 2005. Il presidente ha detto: «Al nuovo governo chiediamo di rivalutare i criteri di sostenibilità in coerenza con i tempi che corrono, insieme ad una fiscalità che rispetti la finalità originaria del nostro mandato. Inoltre, ci aspettiamo che la dovuta attività di vigilanza e controllo si svolga in coerenza al ruolo che ci fu assegnato con la privatizzazione, con auspicio di una riduzione della incertezza legislativa e giurisprudenziale che oggi caratterizza questa materia».

Quanto alle platee, c’è in generale negli Enti un aumento sia dei nuovi iscritti sia dei pensionati che continuano a lavorare. Una realtà che ha ricadute positive sul piano previdenziale, indica l’Adepp, e che impegnerà le Casse a continuare nell’adeguamento, già in atto, delle proprie politiche di welfare. Azioni che dovranno continuare a rivolgersi ancora alle donne e ai giovani. Però, anche nel 2021 permangono, infatti, i tre gap: di genere, generazionale e geografico. Il 50% delle professioniste ha un reddito inferiore ai 16.500 euro mentre la metà degli uomini ha un reddito inferiore ai 26.000 euro; gli under 40 guadagnano meno della metà dei colleghi over 50 e i professionisti del Sud Italia guadagnano il 47% in meno dei colleghi che lavorano al Nord. Il patrimonio dal 2013 al 2021 è aumentato di circa il 60%: nel 2020 toccava i 100 miliardi, nel 2021 108 miliardi. Un aumento che va di pari passo con il carico fiscale “sopportato” dagli Enti di previdenza privati: nell’anno passato sono stati versati nelle casse dello Stato 765 milioni.

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«Credo sia compito primario di questo governo elaborare, finalmente, un indirizzo politico che dia alle Casse il riconoscimento che meritano, perché in 30 anni hanno dimostrato essere il principale sostegno all’economia reale di questo Paese», ha detto il sottosegretario all’Economia Federico Freni, dal palco del convegno dell’Adepp, riferendosi, fra l’altro, al Regolamento sugli investimenti del settore di prossima emanazione (era previsto dal un decreto del 2011, e non è mai uscito dagli uffici del ministero dell’Economia, ndr), ha sottolineato l’esponente governativo.

 

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