La misura punta a far uscire l’Italia dalla procedura di infrazione Ue
I piatti, le posate, le cannucce e altri prodotti di plastica monouso potranno essere commercializzati.
Questo a patto che rispondano a una serie di requisiti dimensionali. È quanto prevede un emendamento al decreto Pnrr (dl19/2026), che ha come obiettivo quello di escludere l’Italia dalla procedura di infrazione sulle plastiche monouso, sulla quale la Commissione europea ha inviato un parere motivato lo scorso 11 marzo per il non corretto recepimento della direttiva (Ue) 2019/904, nota come direttiva Sup (Single-Use Plastics).
Da Bruxelles criticano due aspetti in particolare: il primo riguarda le deroghe introdotte sull’utilizzo di bioplastiche per alcuni prodotti monouso, considerate troppo lasche. Il secondo fa riferimento alla definizione di plastica prevista nel nostro paese, che in pratica esclude tutti i prodotti con contenuto plastico sotto il 10% (misure contenute nel dlgs 196/2021).
Da qui la novità introdotta dal decreto Pnrr
L’emendamento approvato in commissione dispone che i piatti, le posate, le cannucce e gli agitatori per bevande in plastica sono “considerati riutilizzabili e idonei a garantire effettivi molteplici utilizzi per gli stessi scopi per cui sono stati concepiti e sono commercializzabili come tali” a condizione che rispondano alle seguenti caratteristiche tecniche:
- a) piatti in plastica:
1) piatti con diametro inferiore a 19 cm e peso superiore a 45 grammi;
2) piatti con diametro tra 19 e 24 cm e peso superiore a 80 grammi;
3) piatti con diametro superiore a 24 cm e peso superiore a 110 grammi;
- b) posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette) in plastica che abbiano un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro;
- c) cannucce in plastica ad uso alimentare che abbiano un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici;
- d) agitatori per bevande in plastica che abbiano un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro.
L’articolo in questione (14-bis), infine, detta i tempi dell’entrata in vigore dei nuovi criteri. Si partirà a seguito del 365° giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione, quindi tra poco più di un anno (nella seduta di mercoledì 8 aprile alla Camera il governo ha posto la fiducia sul provvedimento, che dovrà essere convertito in legge entro il 20 aprile).
Inoltre, viene stabilito che le disposizioni si applicano “nel rispetto della normativa vigente in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti”.














