Restauro conservativo, Mobili: i chiarimenti sui bonus edilizi

da | 22 Nov 2023 | Costruzione, ambiente e territorio

Accorgimenti per le agevolazioni

Per ottenere alcune delle agevolazioni più ‘classiche’ esistenti nella nostra normativa è necessario rispettare una serie di accorgimenti senza i quali, per determinati tipologie di ‘bonus’, come per porte blindate, restauro conservativo o mobili, si rischia di non ottenere oppure di perdere l’agevolazione.

Di recente, sul tema sono intervenute sia l’Agenzia delle Entrate, che ha ragguagliato contribuenti e professionisti sul tema, che la Cassazione, la quale ha fornito un interessante chiarimento sul Bonus Mobili.

Montaggio di porte blindate

E’ possibile detrarre le spese per la sostituzione di un portone con unica anta in legno, in un singolo appartamento, con portone blindato con due ante, mantenendo la stessa dimensione del telaio blindato.

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L’Agenzia, rispondendo ad un quesito su “La Posta di FiscoOggi”, ha infatti ricordato che il montaggio di porte blindate o rinforzate rientra tra i lavori sulle singole unità immobiliari e sulle parti comuni finalizzati alla prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (art. 16-bis, comma 1, lett. f, del Testo unico imposte sui redditi), per i quali il proprietario o il detentore dell’immobile sul quale è effettuato l’intervento può richiedere l’agevolazione del 50% per le Ristrutturazioni edilizie, con detrazione delle spese in 10 rate annuali di pari importo.

Per atti illeciti, evidenzia il Fisco, si intendono quelli perseguibili penalmente come, per esempio, il furto, l’aggressione, il sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti il superamento di limiti fisici posti a tutela di diritti giuridicamente protetti.

Recupero e restauro conservativo al 19%

Nella risposta 461/2023, l’Agenzia delle Entrate ha invece riepilogato perimetro e requisiti del bonus al 19% per il recupero e il restauro conservativo previsto dall’articolo 15 comma 1 lettera g) del TUIR per gli immobili vincolati e i lavori per i quali “è obbligatoria l’autorizzazione preventiva da parte della Sovrintendenza”.

La speciale detrazione, che riguarda le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate ai sensi della legge 1089/1939, non è automaticamente applicabile a tutti gli edifici situati in zone montane o parchi naturali.

Serve infatti che il bene abbia un interesse culturale e che le spese siano effettivamente sostenute per la conservazione di tali beni.

Bonus Mobili

Anche la Cassazione, con l’ordinanza 29852/2023, si è occupata di bonus edilizi, nello specifico chiarendo che, per prendere il Bonus Mobili al 50%, bisogna dimostrare che gli arredi per l’acquisto dei quali si vuole beneficiare della detrazione siano effettivamente collegati all’immobile ristrutturato, cioè che la loro destinazione sia per quel preciso immobile.

Nel caso specifico, non è stata riconosciuta la detrazione perché non è stata dimostrata la sussistenza dei presupposti della detrazione, ovvero che gli arredi fossero destinati ad immobile nel quale erano in corso lavori di ristrutturazione.

Ha letto questo articolo? Bonus edilizi: cosa c’è da sapere per non perdere le agevolazioni

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