Pnrr, il governo italiano pronto a chiedere all’Ue il pagamento della sesta rata

da | 24 Giu 2024 | In evidenza, Primo piano

La Penisola è «pienamente nella seconda fase» del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) e a stretto giro chiederà all’Unione europea la dote della sesta rata da 8,5 miliardi

Il governo pronto a chiedere la sesta rata dell’iniziativa di matrice comunitaria, il PNRR, per far fare un salto di qualità agli Stati membri, a seguito della pandemia da Covid-19, per un ammontare di 8,5 miliardi.

È quel che è emerso dalla riunione di oggi della cabina di regia di palazzo Chigi sull’andamento del programma: «È un momento molto importante, perché questo ci consente di centrare un doppio primato e di essere la prima nazione in Europa a richiedere il pagamento della sesta rata, dopo essere stati anche i primi a richiedere la quinta.

Arriviamo a questo appuntamento dopo un lavoro complesso e molto impegnativo, soprattutto negli ultimi giorni», sono state le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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Per la numero uno dell’Esecutivo, poi, stando a quanto è trapelato dalla riunione, si è adesso «in attesa che la Commissione europea adotti la valutazione positiva per il pagamento della quinta rata, e se la valutazione sarà positiva come siamo sicuri che sia il via libera di Bruxelles ci consentirà di incassare altri 10,6 miliardi e far salire complessivamente le risorse ricevute a oltre 113 miliardi sui 194,4 stanziati dall’Ue per il Pnrr italiano», è stato il suo messaggio. La cabina di regia odierna, inoltre, ha sottolineato la premier, «si occupa di chiudere la verifica della sesta rata e di attestare il conseguimento di 37 obiettivi e traguardi», alcuni ritenuti «strategici», come «gli investimenti legati alla realizzazione della cosiddetta Linea Adriatica, il nuovo gasdotto sulla direttrice Nord-Sud, indispensabile per garantire maggiore sicurezza energetica alla nazione ma anche al resto d’Europa, grazie all’aumento della capacità di trasporto». A seguire, Meloni ha individuato tra gli obiettivi della sesta rata pure «l’avvio delle opere infrastrutturali per la Zes Unica del Sud, il progetto di digitalizzazione della Guardia di Finanza, la formazione delle competenze dei professionisti del sistema sanitario nazionale e i crediti d’imposta per la transizione ecologica 4.0 e 5.0», ha aggiunto.

A farle eco il ministro che ha titolarità del Piano (oltre che delle politiche di Coesione e del Meridione) Raffaele Fitto: «I dati sul consistente incremento degli investimenti in opere pubbliche, che al Sud hanno registrato un tasso di crescita superiore al 50% nel corso del 2023 confermano che siamo pienamente entrati nella Fase 2 del Pnrr, quella della concreta messa a terra degli investimenti per dare forma all’Italia di domani», ha affermato.

Nel frattempo, il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, rappresentante di Upi (l’Unione delle province italiane), nel suo intervento alla Cabina di regia, ha illustrato lo stato di attuazione della sesta rata. «L’attuazione dei progetti delle Province procede spedita: i circa 3,1 miliardi che ci sono stati assegnati si sono tradotti in 1.700 progetti, di cui 1.496 riguardano le strutture scolastiche. Ciò ha portato alla realizzazione di 6.402 gare, i cui risultati iniziano ad essere visibili dai cittadini: diverse opere, infatti, sono già completate», ha riferito.

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