Pnrr, entro fine anno i 16,5 miliardi della quarta rata (e l’Italia chiederà la quinta)

da | 20 Dic 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Pnrr: Italia incassa 16,5 miliardi, chiede la quinta rata e rafforza i controlli contro le frodi

Al termine del 2023 il nostro Paese incasserà la quarta «tranche» di risorse del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) con cui proseguire nell’attuazione delle missioni per (ri)mettere in moto i più significativi comparti produttivi. E si appresta a richiederne una quinta del valore di 10,5 miliardi. Nel frattempo, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato il decreto per incentivare la realizzazione di 26 nuovi progetti di teleriscaldamento, per un valore di circa 67 milioni, sempre nel quadro del Piano di matrice comunitaria; i progetti, ha sottolineato lo stesso dicastero guidato da Gilberto Pichetto, si aggiungono ad altri 14 in corso di realizzazione, finanziati per circa 94 milioni.

Complessivamente sono 54 gli interventi incentivati, per un totale di circa 258 milioni, comprensivi dei 97 per sostenere la realizzazione di ulteriori 14 misure di teleriscaldamento efficiente, secondo quanto previsto dal decreto energia emanato all’inizio del mese di dicembre. Al ministro della Coesione Raffaele Fitto è, invece, spettato il compito di porre in risalto un elemento assai delicato, giacché, ha detto, sono state messe in moto «ingenti risorse», pertanto «dobbiamo rafforzare il meccanismo di controllo, per incidere sulla parte di prevenzione e sulla parte della repressione. La trasparenza» riguardo alla modalità nella quale vengono investiti i fondi «è un punto fondamentale» per l’implementazione del Pnrr, ha proseguito, nel corso di un’audizione in commissione bicamerale Antimafia, nella giornata di ieri.

In considerazione del significativo flusso di denaro e dei numerosi appalti che verranno avviati per realizzare le opere previste dal Piano, il governo, ha affermato ancora Fitto, intende «rafforzare gli strumenti già presenti, ed evitare sovrapposizioni», indicando, poi che l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), essendo un organismo attuatore del Piano, figurerà fra i componenti della «rete antifrode», però il ministro ha spiegato che l’Esecutivo punta a rafforzare per prevenire le truffe e gli illeciti il Colaf (Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie). 

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Sempre ieri, inoltre, è giunto il «semaforo verde» definitivo del Parlamento alla legge sulla concorrenza, un provvedimento, va ricordato, che rientra tra gli obiettivi del Pnrr da licenziare entro il 31 dicembre. A seguito, dunque, del varo della Camera, il testo si appresta ad entrare in vigore con le novità aggiunte dai deputati e dai senatori: dai limiti meno stringenti sulle emissioni elettromagnetiche per favorire lo sviluppo del 5G alla proroga a tutto il prossimo anno dei tavolini liberi di bar e ristoranti, dalle nuove tutele per i consumatori al miglioramento delle norme per lo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Soddisfatto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, secondo cui il governo di Giorgia Meloni è riuscito a ripristinare «il principio della legge annuale, che i precedenti Esecutivi non avevano mantenuto».

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