Pnrr: allarme dell’Ocse sui ritardi a danno dello scenario economico nazionale

da | 22 Gen 2024 | In evidenza, Primo piano

Dossier Ocse: i ritardi nell’attuazione del Pnrr rischiano di frenare la crescita economica in Italia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha avuto dubbi, nei giorni passati, a definire il 2024 come l’anno «decisivo»  per l’implementazione degli interventi compresi nell’articolato Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Oggi, però, da Parigi, è giunto un monito da parte dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sull’andamento dell’iniziativa: in un dossier, infatti, si legge che i ritardi nell’attuazione dei progetti di investimento pubblico «rischiano di frenare la crescita» economica in Italia.

E, evidenziando che il governo di Roma ha intrapreso una strada di accelerazione nei confronti delle misure preventivate, sollecita le Istituzioni a «riorientare il Piano verso progetti di investimento di grande entità e gestiti a livello centrale che possono essere realizzati»; al tempo stesso, viene messo in risalto nel rapporto, andrebbe esteso «il servizio di assistenza tecnica alle amministrazioni locali e ad incrementare l’assunzione di personale specializzato», affinché le missioni possano andare avanti in tempi veloci e rispettando, dunque, la tabella di marcia che la nostra Penisola ha ben presente.

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Qualche preoccupazione, però, già attraversa il tessuto sociale nazionale, giacché, come viene segnalato nel report FragilItalia «Uno sguardo al futuro», elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos e divulgato questa mattina, la gente non è ottimista sulle prospettive del Paese nel 2024.

Stando al testo, infatti, due italiani su tre (il 67%) non si aspettano un miglioramento della situazione complessiva interna, in parallelo con le aspettative di segno negativo sull’evoluzione dello scenario internazionale, con una decisa angoscia in virtù delle guerre che si stanno combattendo in diverse aree del mondo (85%), dei rapporti tra Occidente e Russia (83%), i cambiamenti climatici (81%) e delle forme di terrorismo (80%).

Per il presidente di Legacoop, Simone Gamberin, «all’indomani della pandemia sembrava finalmente che l’Italia avesse imboccato una via diversa dopo il decennio della grande crisi. L’incredibile ripresa economica era stata favorita anche dal clima di fiducia generato dalle nuove politiche europee e dal Pnrr. Nuove guerre, inflazione e aumento del costo della vita, nonché l’annuncio di nuove politiche restrittive, sembrano avere soffocato definitivamente quello slancio iniziale», ha sottolineato, commentando gli esiti dell’indagine effettuata nei mesi scorsi. E, poi, ha proseguito, «dopo un costante rallentamento nell’ultimo biennio, ora il Paese si è praticamente fermato ed è tornato ai soliti tassi di crescita da «zero virgola». Una situazione che rende sempre più urgente un intervento per la riduzione dei tassi, un’accelerazione nell’attuazione del Pnrr e un Piano europeo per sostenere gli investimenti delle imprese per la transizione ecologica e digitale» ha concluso il vertice di Legacoop.

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