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Piano Nazionale Integrato Energia e Clima: l’Italia invia la proposta all’UE

da | 24 Lug 2023 | Meccanica ed efficienza energetica

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha formalmente inviato alla Commissione europea la proposta di aggiornamento del PNIEC, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima

Gli obiettivi del PNIEC

Il testo si compone di 424 pagine e fissa gli obiettivi nazionali al 2030, tra l’altro, su:

  • efficienza energetica;
  • fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni di CO2;
  • sicurezza energetica;
  • interconnessioni;
  • mercato unico dell’energia e competitività;
  • sviluppo e mobilità sostenibile.

Il tragitto indicato dal PNIEC permette al 2030 di raggiungere quasi tutti i target comunitari su ambiente e clima, superando in alcuni casi gli obiettivi prefissi.

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Ora la proposta di PNIEC sarà oggetto nei prossimi mesi di confronto con il Parlamento e le Regioni, oltre che del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica. L’ approvazione del testo definitivo dovrà concludersi entro giugno 2024.

Energia rinnovabile: i paletti del Piano

Nella parte introduttiva del Piano, si evidenzia come le energie rinnovabili occupino un ruolo di primo piano nella politica energetica nazionale.

L’Italia “intende continuare a promuoverne lo sviluppo, accelerando la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, promuovendo l’abbandono del carbone per la generazione elettrica a favore di un mix elettrico basato su una quota crescente di rinnovabili e, per la parte residua, sul gas, e riducendo le importazioni”.

L’obiettivo a cui si aspira è un 40% dei consumi finali lordi di energia al 2030, in linea con il contributo atteso per il raggiungimento dell’obiettivo comunitario.

Per quanto riguarda il settore elettrico, sono in parte già attuate e in parte programmate una molteplicità di misure che mirano a sostenere l’ulteriore diffusione di impianti a fonti rinnovabili.

Gli impianti di dimensioni contenute sono promossi attraverso varie linee di azione, quali ad esempio lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo singolo o collettivo, fino a misure di natura fiscale correlate alle installazioni di piccoli impianti, o a misure specifiche per contesti che meritano attenzioni particolari (come, ad esempio, le piccole isole non interconnesse).

Correlato al tema delle energie rinnovabili nel settore elettrico – continua il PNIEC – è quello dello sviluppo dell’idrogeno, per il quale si prevede l’uso nell’industria come da obiettivo comunitario (in particolare nell’industria hard to abate), nonché nel settore dei trasporti.

La produzione di idrogeno sarà promossa sia tramite i contributi in conto capitale previsti dal PNRR sia tramite una nuova misura tariffaria che renderà equamente remunerativi gli investimenti in un settore che è ancora lontano dalla competitività.

Per quanto riguarda, invece, il settore delle rinnovabili termiche, altre misure di supporto sono ad esempio l’obbligo di integrazione delle FER termiche negli edifici, la promozione del teleriscaldamento e l’obbligo di fornitura di calore rinnovabile.

Nel settore termico si accrescerà inoltre sempre più il vettore biometano (in primis) e idrogeno (quest’ultimo in particolare in ambito industriale).

Efficienza energetica: come arrivare all’obiettivo? Anche attraverso un una rivisitazione degli incentivi fiscali

Un vasto capitolo è dedicato alla ‘dimensione’ dell’efficienza energetica, che punta al raggiungimento dell’obiettivo europeo in tal senso (articolo 4 e allegato I della Energy Efficiency Directive III).

In linea con gli obiettivi di riqualificazione del parco immobiliare proposti con la revisione della direttiva EPBD sull’efficienza energetica degli edifici, attualmente in fase di negoziazione, l’Italia intende incrementare il tasso di ristrutturazione degli edifici, prevedendo una significativa penetrazione di tecnologie per l’elettrificazione dei consumi, per l’automazione e controllo e una massiva diffusione degli interventi di isolamento delle superfici disperdenti.

Per il riscaldamento degli edifici sarà fondamentale, quindi, “sfruttare appieno il potenziale di riduzione dei consumi offerto dalle pompe di calore come sistema principale di riscaldamento da installare sia in corrispondenza di riqualificazioni profonde degli edifici che ad integrazione dei sistemi di distribuzione del calore vigenti. Lo sviluppo delle pompe di calore e dell’elettrificazione degli altri usi sarà favorito dalla crescente diffusione di impianti fotovoltaici domestici”.

Per consentirlo, si legge nel PNIEC, sarà fondamentale aggiornare le politiche vigenti al fine di incrementarne il rapporto tra beneficio e costo per lo Stato.

Ecco che allora si arriva alla questione dei bonus fiscali e del nuovo Superbonus: il Governo intende, nel medio periodo, attuare una riforma degli incentivi fiscali che identifichi priorità di intervento (quali gli edifici meno performanti e le situazioni di povertà energetica) e differenzi il livello di assistenza in base all’efficacia in termini di miglioramento della prestazione energetica dell’edificio sia in termini di riduzione dei consumi che di incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Poi c’è il discorso Pubblica Amministrazione: qui l’efficientamento energetico dovrà essere massiccio, stante il target della EED III in materia di riqualificazione degli edifici pubblici (3% annuo) e di riduzione dei consumi della pubblica amministrazione (1,9% annuo).

scarica il testo ufficiale

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