Piano Mattei, il governo scommette sullo sviluppo energetico, senza ledere i diritti africani

da | 29 Gen 2024 | Meccanica ed efficienza energetica

Il Piano Mattei per lo sviluppo sostenibile del continente africano

Un’iniziativa che richiama la figura «cardine» della politica energetica del dopo-guerra del nostro Paese: Enrico Mattei (scomparso nel 1962, a causa di un incidente aereo), che fu presidente dell’Eni, dalle cui radici nasce il progetto del governo guidato da Giorgia Meloni per lo sviluppo sostenibile del continente africano. Il Piano prende le mosse ufficialmente stamani, a Roma, con il summit Italia-Africa in Senato, dal titolo simbolico: «Un ponte per la crescita comune». E, infatti, nelle intenzioni dell’Esecutivo di centrodestra, che ha ottenuto da poco il via libera ad un decreto «ad hoc» dal Parlamento, l’obiettivo è di agire sui fronti della cooperazione economica e infrastrutturale, della sicurezza alimentare ed energetica, della formazione professionale e della cultura, nonché su le migrazioni e sulla sicurezza (queste sono le sessioni di lavoro che si terranno a Palazzo Madama); la cabina di regia sul Piano Mattei (presieduta dal presidente del Consiglio e composta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ne è vicepresidente, dagli altri ministri, dal presidente della Conferenza delle Regioni, dal direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, dal presidente dell’Ice, nonché da rappresentanti di Cdp, Sace e Simest), intanto, si riunirà per la prima volta a febbraio per affrontare le prime questioni urgenti, con le opposizioni che contestano l’effettiva validità delle misure ideate e Palazzo Chigi e la Farnesina che, invece, scommettono fiduciosi sugli esiti favorevoli dal punto di vista geopolitico ed energetico.

Ma quali saranno i versanti nei quali il governo punta ad intervenire, in una cornice della durata di quattro anni (con possibilità di rivedere la rotta anche prima)? Nel provvedimento licenziato dai parlamentari si elencano la cooperazione allo sviluppo, la promozione di esportazioni e di investimenti, l’istruzione e la formazione, la ricerca e l’innovazione, la salute, la sicurezza alimentare, lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, l’ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture, anche digitali, il partenariato nel settore aerospaziale e in quello energetico e delle fonti rinnovabili e dell’economia circolare. Nel novero delle iniziative ve ne sono alcune incentrate sullo specifico contrasto dei cambiamenti climatici e dei loro effetti nefasti sull’ecosistema e sull’uomo (sempre più una priorità, a livello europeo e globale), ma si mette in risalto pure l’impegno per sostenere al meglio l’imprenditoria, in particolare quella giovanile e femminile. Non mancano, inoltre, riferimenti all’esigenza di approvvigionamento e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali (idriche ed energetiche).

Nella giornata di ieri, infine, la Commissione europea, attraverso un portavoce, ha reso noto di accogliere «con favore» il Piano Mattei, ritenendo che «si adatti bene alla visione congiunta per il 2030 sulla quale i leader dell’Ue e dell’Unione africana si sono impegnati» e “al piano di investimenti Global Gateway in Africa».

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