Dal 1° maggio parte il decreto pilota: nuove costruzioni, recupero dell’esistente e housing a canone calmierato
Il Governo lancia dal 1° maggio 2026 il nuovo Piano Casa Italia, un intervento strutturale volto a rafforzare l’edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso un decreto pilota dedicato.
Il programma prevede un investimento iniziale di circa 6 miliardi di euro, con possibilità di incremento fino a 8 miliardi, e punta a realizzare 100 mila nuovi alloggi e a riqualificare circa 600 mila abitazioni nell’arco di dieci anni.
Il Piano combina recupero del patrimonio pubblico, sostenibilità energetica e nuove forme di accesso alla casa, anche tramite fondi immobiliari e strumenti innovativi di locazione.
Il via libera del Governo e l’impianto normativo
L’avvio del Piano Casa è stato annunciato dalla premier Giorgia Meloni durante l’informativa alla Camera sull’azione dell’Esecutivo. In occasione del 1° maggio, data simbolica, il Consiglio dei Ministri approverà i provvedimenti necessari a rendere operativo un piano definito come solido e di lungo periodo, finalizzato a immettere sul mercato un numero significativo di alloggi popolari e a prezzi calmierati.
Dal punto di vista tecnico, l’architettura del Piano si fonderà su un decreto pilota – con ogni probabilità un DPCM – affiancato da successivi decreti attuativi e di riparto delle risorse, funzionali all’attivazione concreta degli interventi sul territorio.
Obiettivi quantitativi del Piano
Il traguardo complessivo fissato dal Governo è duplice: da un lato, la costruzione di 100 mila nuove abitazioni; dall’altro, la riqualificazione di 600 mila unità immobiliari esistenti nell’arco di un decennio. L’azione si concentra prevalentemente sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzato o parzialmente inagibile, con l’obiettivo di ridurre il disagio abitativo e ampliare l’offerta di case accessibili.
Dotazione finanziaria e fonti di copertura
Le risorse attualmente disponibili ammontano a circa 6 miliardi di euro, già confluite nella Legge di Bilancio 2026 attraverso l’accorpamento di stanziamenti previsti nelle precedenti manovre. Di questi, circa 970 milioni risultano immediatamente utilizzabili. A tali fondi si aggiungono ulteriori 1,1 miliardi provenienti dai Fondi per la Coesione, destinati in modo specifico allo sviluppo di alloggi sostenibili. Nel complesso, il plafond finanziario potrebbe superare gli 8 miliardi di euro.
Le due linee operative del Piano Casa Italia 2026
Il Piano si articola lungo due assi principali:
Il primo riguarda il recupero del patrimonio residenziale pubblico, attraverso contributi a fondo perduto per interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e adeguamento impiantistico, con particolare attenzione all’efficienza energetica. Il contributo medio stimato è pari a circa 20.000 euro per alloggio, con priorità agli immobili oggi non utilizzabili per carenze manutentive, stimati tra 55 e 60 mila unità.
Il secondo asse è rappresentato da un programma di edilizia residenziale sociale destinato a soggetti esclusi dal mercato immobiliare tradizionale, come giovani, giovani coppie e genitori separati. L’offerta sarà basata su canoni calmierati e su formule di rent to buy, che consentono di trasformare parte dei canoni versati in anticipo sul prezzo di acquisto. In questo ambito opererà un fondo immobiliare dedicato, con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti per la raccolta di capitali.
Tempistiche e ricadute operative
Il Governo intende accelerare l’attuazione degli interventi di riqualificazione, considerando che molte opere riguardano lavori di entità contenuta, soprattutto in ambito impiantistico, realizzabili in pochi mesi. Le operazioni si concentreranno prevalentemente nelle regioni del Nord, dove si registra la maggiore incidenza di alloggi inagibili.
Il Piano genererà, a cascata, un volume significativo di incarichi per professionisti tecnici e imprese di costruzione, chiamati a tradurre in interventi concreti gli obiettivi del programma e a contribuire alla rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico nazionale














