FI si mette «di traverso» alla revisione della tassa sui dividendi, l’opposizione critica
In vista del Consiglio europeo del 23 e del 24 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato, in Parlamento, dei progressi della Penisola (nello scenario interno e fuori dai nostri confini): «Il riconoscimento del Fondo monetario internazionale e l’ultima valutazione sul nostro «rating» da parte dell’agenzia Dbrs, riportano finalmente l’Italia dove merita di stare, cioè «in serie A», e dimostrano la correttezza della strategia di sviluppo e delle politiche di bilancio messe in campo da questo governo, confermate anche con la Legge di bilancio varata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri», ha affermato, nel passaggio di comunicazioni prima al Senato, e poi alla Camera.
E, ha proseguito, tutto questo consente al nostro Paese di «presentarsi con autorevolezza al tavolo del Consiglio europeo, per contribuire, con le sue posizioni» in presenza di «scelte che necessitano di pragmatismo, di visione e di ambizione».
Nel frattempo, mentre le opposizioni criticano la manovra economica, definendola, in particolare dal Pd, «la più modesta e rinunciataria degli ultimi anni», a difenderne le misure scende in campo il ministro del Lavoro Marina Calderone che, in un’intervista radiofonica, ha dichiarato: su un provvedimento «da 18 miliardi destiniamo più di due miliardi all’occupazione e alla produttività», sostenendo che si tratta di interventi molto ampi, che spaziano dal sostegno ai rinnovi contrattuali, fino alle politiche di welfare e conciliazione, menzionando «l’aumento della soglia della detassazione per i ticket» ed il «sostegno alle aziende che assumono giovani e donne».
In mattinata, poi, Forza Italia ha tenuto a sottolineare la sua linea, in contrasto col resto della maggioranza di centrodestra, su alcuni specifici punti, facendo sapere, in una nota, che non condivide «la modifica proposta in materia di tassazione dei dividendi contenuta nell’articolo 18 del disegno di Legge di Bilancio», perché «l’introduzione di una partecipazione minima del 10% per poter applicare l’esclusione dalla base imponibile del dividendo percepito non solo comporta un aumento abnorme della tassazione, ma genera una doppia tassazione sugli utili, con effetto negativo sugli investimenti e la competitività del nostro sistema imprenditoriale».
Se, intanto, la norma sui cosiddetti «affitti brevi» (con la cedolare secca del 26%) comparsa in manovra continua ad incassare il disappunto degli azzurri e della Lega (e, perciò, potrebbe subire una correzione in Parlamento, si sottolinea negli ambienti della maggioranza), appare non modificabile, finora, l’«obolo» fissato per il sistema bancario, fortemente sostenuto dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Da FdI, infatti, è stato evidenziato che, pur se il dialogo con gli istituti di credito prosegue, «daremo seguito a quanto deciso in Consiglio dei ministri. E, quindi, il contributo da parte delle banche sarà di 4,5 miliardi euro circa per il prossimo anno e di 11 miliardi per il prossimo triennio».









