Parte il programma “isole verdi”; dal Pnrr 200 milioni per lo sviluppo ambientale ed energetico

da | 30 Dic 2021 | Meccanica ed efficienza energetica, Notizie

Al via il programma isole verdi. Un investimento di 200 milioni di euro, a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per “promuovere il miglioramento e rafforzare, in termini ambientali ed energetici, i 13 comuni delle 19 isole minori non interconnesse”, attraverso la realizzazione di progetti integrati di efficientamento energetico e idrico, mobilità sostenibile, gestione del ciclo rifiuti, economia circolare e produzione di energia rinnovabile. È quanto prevede il decreto direttoriale dell’ex direzione generale per il clima, l’energia e l’aria, pubblicato lo scorso 14 dicembre in Gazzetta ufficiale. Il decreto attua, come accennato, quanto previsto nel Pnrr, in particolare nella Missione 2 (M2-Rivoluzione verde e Transizione ecologica), Componente 1 (Economia circolare e agricoltura sostenibile) Investimento 3.1 (Isole Verdi). I comuni interessati dal programma, come si può leggere sul sito del Ministero della transizione ecologica, sono: Isola del Giglio, Capraia, Ponza, Ventotene, Isole Tremiti, Ustica e Pantelleria, nel cui territorio ricade in una unica Isola minore non interconnessa; Leni, Malfa e Santa Marina Salina, tutti ricadenti nell’Isola di Salina; Favignana, Lampedusa e Lipari, nel cui territorio di ricade in più di una Isola minore. Gli interessati dovranno presentare domanda per i finanziamenti esclusivamente in via telematica all’indirizzo clea@pec.minambiente.it entro la mezzanotte del 13 aprile 2022.
Duecento milioni di euro, quindi, a disposizione delle cosiddette isole minori, per farle diventare “isole verdi”. Ma cosa potranno finanziare i comuni interessati al progetto? La risposta si trova nell’allegato B del decreto, che elenca appunto le spese ammissibili. La prima voce riportata è quella del personale: sono ammissibili le spese per il reclutamento nei comuni di personale specificamente destinato a realizzare gli interventi di cui hanno la diretta titolarità di attuazione. Vengono poi elencati ambiti generici con il dettaglio di cosa potrà essere realmente finanziato: l’intervento 1 riguarda i rifiuti urbani e indica come ammissibili le opere legate alla realizzazione di isole ecologiche, dall’acquisizione di terreni alla formazione per l’utenza. A seguire, interventi per impianti di compostaggio di comunità, supporto al compostaggio domestico diffuso e sistemi di raccolta. La seconda categoria indicata dal piano è la mobilità sostenibile, da realizzare tramite l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi e di scooter, biciclette a pedalata assistita e monopattini. Si passa poi all’efficientamento idrico, con il sostegno per la realizzazione ex novo di impianti di dissalazione dell’acqua marina finalizzati alla produzione di acqua potabile o, più in generale, per gli interventi migliorativi o integravi e di adeguamento delle infrastrutture di dissalatori esistenti.

Il quarto intervento è dedicato all’efficienza energetica e punta sul miglioramento degli edifici pubblici e di quelli privati. Infine, l’ultimo capitolo tratta di energia rinnovabile; anche in questo caso vengono elencati i progetti che potranno essere finanziati dai fondi del programma. La prima tipologia riguarda la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, anche in abbinamento a sistemi di accumulo di proprietà del comune. La seconda tipologia, invece, fa riferimento agli interventi su rete elettrica e sulle infrastrutture connesse per garantire la continuità e la sicurezza della rete e favorire l’integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

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Gli interventi comunicati al Ministero dovranno concludersi entro il 30 giugno del 2026, pena l’esclusione dal finanziamento. I fondi potranno essere revocati anche in caso di altre criticità nella realizzazione dei lavori, come una difformità troppo marcata rispetto al progetto che è stato finanziato. Per effettuare i controlli, sarà istituito un tavolo di monitoraggio presso l’ex direzione generale per il clima, l’energia e l’aria del Ministero della transizione ecologica.

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