Niente lavoratori «di serie A e di serie B»: il capo del governo Meloni (in casa della Cgil) difende gli autonomi

da | 20 Mar 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Pari dignità fra lavoratori dipendenti ed occupati autonomi

Pari dignità fra lavoratori dipendenti ed occupati autonomi (inclusi, naturalmente, i liberi professionisti iscritti ad Ordini e Collegi, come i periti industriali), senza distinzioni fra le parti: è un messaggio netto, quello lanciato stamattina, a Rimini, dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta al congresso della Cgil, primo capo del governo ad intervenire all’assise del sindacato da 27 anni.

«Non ci devono essere – ha scandito – lavoratori «di serie A e lavoratori di serie B». Chi merita la delega sindacale e chi no», aggiungendo come «uno dei grandi temi sui quali possiamo provare a lavorare insieme è un sistema di ammortizzatori sociali universale, che tuteli allo stesso modo chi perde il lavoro, sia esso un lavoratore autonomo, dipendente, o cosiddetto atipico. Dare a tutti le migliori garanzie possibili, ma che siano le stesse».

Riforma del Sistema Tributario

Fresco di approvazione da parte del Consiglio dei ministri è lo schema di legge delega per la riforma del sistema tributario, capitolo toccato da Meloni: «Lavoriamo per consegnare agli italiani una riforma complessiva che riformi l’efficienza della struttura delle imposte, riduca il carico fiscale e contrasti l’evasione fiscale, che semplifichi gli adempimenti e crei un rapporto di fiducia fra Stato e contribuente.  Vogliamo usare la leva fiscale come strumento di crescita economica, una riforma che guarda con molta attenzione al lavoro, con interventi sui redditi medio bassi e novità per i dipendenti», ha aggiunto.

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Puntando, poi, lo sguardo sulle emergenze del mondo produttivo, il numero uno di Palazzo Chigi ha detto di confidare che, «nei prossimi anni, possano anche aprirsi settori nuovi legati alle strategie, anche industriali, che stiamo creando. C’è stata una mancanza di visione in questo senso che ha frenato l’Italia e che ci ha legato troppo ad alcuni Paesi», mentre l’Esecutivo che guida intende, invece, «trasformare l’Italia nell’«hub» di approvvigionamento energetico d’Europa, del Mediterraneo, con il piano Mattei che è un modello di collaborazione non predatoria, e per aiutare i paesi africani a vivere bene», sono state le sue parole, rivolte alla platea dei delegati della Cgil.

Intervento della Meloni al Congresso CGIL

Buona parte dell’intervento di Meloni è stato incentrato sull’impegno a ricercare l’unità nazionale, sebbene nel confronto delle diverse posizioni. «Occorre fare gioco di squadra e io sono pronta a fare la mia parte, su alcune cose sarà molto difficile, ma questo non significa che non si debba provare». Nel (quasi totale) silenzio della platea del sindacato, dopo la contestazione di un gruppo di delegati, usciti al momento dell’avvio del suo discorso, il presidente del Consiglio ha parlato di un dialogo da ritenere «produttivo, anche quando non siamo d’accordo. Se l’approccio è sincero, io posso imparare molto, non intendo partire da alcun pregiudizio. Nel giorno dell’Unità d’Italia (oggi, 17 marzo, per celebrare la nascita dello Stato italiano, avvenuta in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia del 17 marzo 1861 a Torino, ndr) vi voglio dire: rivendicate senza sconti le vostre istanze nei confronti del governo, io vi garantisco che quelle istanze troveranno un ascolto privo di pregiudizio, questo è l’impegno che mi sono presa con i cittadini e che io intendo portare avanti», ha concluso Meloni, dinanzi ai partecipanti all’assise sindacale di Rimini.

Guarda il video dell’Intervento della Meloni al Congresso CGIL

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