Overshoot day: in Italia oltre 1,5 miliardi di chili all’anno di spreco alimentare

da | 23 Mag 2024 | Tecnologie alimentari

Comunità energetiche 2023

Il 19 maggio è stato l’overshoot day, ovvero la data cui abbiamo esaurito le nostre risorse

Se tutto il mondo consumasse come l’Italia, il 19 maggio 2024 avremmo esaurito tutte le risorse naturali sul pianeta.

È con queste parole che si apre la nota pubblicata sul sito del Wwf nell’Overshoot day italiano, ovvero il giorno in cui il nostro paese ha ufficialmente esaurito le proprie risorse naturali. Se tutti gli umani vivessero come noi “servirebbero le risorse di 2,6 pianeti”, rincarano la dose dal Wwf. La parte del leone, per così dire, la fa lo spreco alimentare. Da Coldiretti arrivano le cifre, che ci parlano di 1,5 miliardi di chili di spreco all’anno, “con effetti dirompenti sull’economia, sulla sostenibilità e sul piano ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”.

Le cifre sono state diffuse da Coldiretti proprio in occasione dell’Overshoot day.

Dalle analisi dell’Associazione emerge come la frutta sia l’alimento più sprecato in Italia, con 1,3 chili a testa che finiscono nella pattumiera in un anno, seguita dal pane con oltre 1 chilo pro capite così come aglio, cipolle e tuberi, mentre poco più sotto si piazzano insalata e verdure. Complessivamente, si registrano perdite economiche nei bilanci delle famiglie italiane per quasi 7,5 miliardi di euro. “Un problema drammatico dal punto di vista etico ed economico, contro il quale Coldiretti è impegnata in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica, per il contenimento degli sprechi, proprio con la più grande rete di fattorie e farmers’ market per sostenere le realtà locali, ridurre l’impatto ambientale dei lunghi trasporti e garantire alle famiglie prodotti più freschi che durano di più”, le parole del presidente Coldiretti Mauro Bianco.

Detto dello spreco alimentare, dal Wwf arrivano anche le cifre del consumo del nostro paese. Con 4 ettari globali (gha) pro capite, “l’impronta ecologica di ciascuno dei 60 milioni di abitanti dell’Italia è notevolmente superiore alla biocapacità che ha disponibile (pari a 1 gha)”. L’Italia ha in generale una impronta più bassa della media europea (4,5 gha procapite) e leggermente inferiore a quella di Francia e Germania (rispettivamente 4,3 e 4,5 gha pro capite) ma superiore all’impronta della Spagna (3,9 gha pro capite). L’impronta dell’Italia, fanno sapere ancora dal WWf, “è determinata principalmente dai trasporti e dal consumo alimentare. Concentrarsi su questi due ambiti legati alle attività quotidiane offrirebbe quindi le maggiori possibilità di invertire la tendenza e ridurre l’impronta degli italiani”, concludono dall’associazione animalista ed ecologista

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