Equo compenso, si va verso la costituzione dell’Osservatorio previsto dalla legge

da | 6 Dic 2023 | Professioni a confronto

Equo compenso in via d’arrivo al riconoscimento istituzionale

L’Osservatorio sulla giusta implementazione della legge sull’equo compenso per le prestazioni professionali degli iscritti ad Ordini e Collegi e dei lavoratori autonomi riuniti in associazioni è vicino alla sua istituzione. A darne notizia, qualche giorno fa, il ministero della Giustizia (dove l’organismo verrà costituito) e, a stretto giro, è partita l’indicazione di quanti ne faranno parte. I Consigli nazionali delle varie categorie hanno già fatto sapere che il componente dell’organismo sarà il presidente (per quello dei periti industriali e dei periti industriali laureati, perciò, è stato designato Giovanni Esposito), sul versante associativo è stato comunicato dal sottosegretario alle Imprese e al made in Italy, finora, con certezza, che ci sarà la numero uno di Confcommercio professioni Annarita Fioroni.

L’assemblaggio dei partecipanti all’iniziativa avviene, è utile rammentarlo, in collaborazione coi ministeri del Lavoro e delle Imprese e del made in Italy e, ha fatto ancora sapere via Arenula, «il decreto di nomina dei componenti, a firma del ministro Carlo Nordio, è atteso a breve», come confermano, nelle ultime ore, alcune fonti sia in Parlamento, sia nella «galassia» degli occupati indipendenti.

L’articolo 10 della legge sull’equo compenso, che è entrata in vigore nella seconda metà dello scorso mese di maggio, dispone che l’Osservatorio, che rimarrà in carica per tre anni, venga composto da un rappresentante nominato dal ministero del Lavoro, da un esponente per ciascuno dei Consigli nazionali delle varie categorie, da cinque rappresentanti, individuati dal ministero delle Imprese e del made in Italy per le associazioni» di lavoratori autonomi regolamentati dalla legge 4 del 2013, e «presieduto dal ministro della Giustizia, o da un suo delegato»; a quanti verranno nominati e siederanno al tavolo di via Arenula, viene evidenziato nella normativa, non spetta alcun tipo di emolumento, o di rimborso spese e, oltre «ad esprimere pareri, ove richiesto, sugli schemi di atti normativi che riguardano i criteri di determinazione dell’equo compenso e la disciplina delle convenzioni», i membri dell’organismo avranno la facoltà di segnalare al Guardasigilli «eventuali condotte, o prassi applicative, o interpretative in contrasto» con la norma sulla giusta remunerazione e per la tutela dei professionisti dalle clausole vessatorie.

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La disciplina, inoltre, stabilisce che venga presentata alle Camere, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione sull’attività di vigilanza svolta. Da mesi, infine, si alimentano le richieste del mondo libero professionale al Legislatore, affinché vengano messi al meglio in pratica i principi della legge 49, a partire dall’aggiornamento dei parametri ministeriali per la determinazione dei compensi adeguati per le varie categorie: numerose, infatti, sono ad oggi le richieste di convocazione e proposte di revisione indirizzate ai dicasteri competenti (Giustizia e Imprese e made in Italy).

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