Chiuso in commissione alla Camera il «restyling» dei profili sanitari e dei commercialisti
La seconda metà del mese di luglio del 2026 sarà un periodo che la «galassia» dei liberi professionisti non potrà dimenticare: è, infatti, in questa fase che sono arrivati e stanno giungendo a dei punti di svolta (parlamentari) significativi i provvedimenti di revisione ordinamentale. Il 22 luglio l’aula del Senato ha acceso il «semaforo verde» definitivo sulla riforma degli avvocati: a seguito del varo in prima lettura alla Camera, il testo, licenziato dal Consiglio dei ministri del 4 settembre del 2025, è diventato legge. E, trattandosi di una delega al governo, occorrerà che il governo approvi dei provvedimenti attuativi per mettere in opera quanto i criteri e le iniziative delineate.
L’avvocato, in virtù delle nuove regole, potrà pattuire con il cliente l’ammontare del pagamento per l’incarico da svolgere, ma nel rispetto della legge del 2023 sull’equo compenso per le prestazioni professionali, che stabilisce che l’onorario debba essere «adeguato alla quantità e alla qualità della prestazione resa»; arrivano, tra l’altro nuove modalità per forme di esercizio collettivo dell’attività legale (associazioni, reti – anche multidisciplinari – e società fra esponenti della stessa categoria) e viene rivisto il tirocinio che durerà 18 mesi, di cui 12 con frequenza obbligatoria di Scuole forensi.
Per la categoria, che conta in Italia oltre 228.000 soggetti, è stato deciso il rafforzamento del segreto professionale, inoltre, è affidato al Consiglio nazionale forense (Cnf) il compito di emanare e aggiornare periodicamente il codice deontologico.
Definite, poi, le attività riservate all’Avvocatura, ossia assistenza, rappresentanza e difesa davanti a tutti gli organi giurisdizionali, nelle procedure arbitrali, nella negoziazione assistita e mediazione obbligatoria, nonché consulenza legale e assistenza stragiudiziale, ma «fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e previste per gli esercenti altre professioni regolamentate».
E, intanto, mentre nelle commissioni Affari sociali e Giustizia alla Camera sono stati votati tutti gli emendamenti alle riforme delle professioni sanitarie e dei commercialisti (i testi sono attesi per l’aula di Montecitorio fra l’inizio di agosto e la metà di settembre), è fissato per il 30 luglio lo sbarco in aula al Senato del testo di riordino delle 15 categorie (oltre ai periti industriali, vi sono da agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, consulenti in proprietà industriale, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari). E, a seguire, in seconda lettura il testo dovrebbe seguire il percorso del provvedimento della revisione dell’Avvocatura che non ha subito modifiche, rispetto alla versione licenziata in un ramo parlamentare.













