La Manovra ha previsto il ritorno dell’iper-ammortamento per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Prime anticipazioni ‘operative’ dalla bozza del DM attuativo
Transizione 5.0, si parte. Il MIMIT, con una nota, ha infatti fatto sapere di aver trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del Nuovo Piano Transizione 5.0 ai fini dell’acquisizione del concerto del Dicastero.
La misura – prevista dalla Legge di Bilancio 2026 – è finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e sostenibile attraverso lo strumento dell’iperammortamento a supporto degli investimenti in beni strumentali, offrendo un orizzonte triennale per la programmazione degli investimenti.
Le novità della Manovra
I commi 427-436 della Legge di Bilancio reintroducono il meccanismo della maggiorazione degli ammortamenti (cd. iper-ammortamento) ai fini IRES e IRPEF per gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica dei processi produttivi, in linea con il paradigma Industria 4.0. L’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dalle imprese nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
A seguito delle modifiche approvate, l’elenco dei beni agevolabili è stato aggiornato e collocato in due specifici allegati alla legge: l’Allegato IV per i beni materiali e l’Allegato V per quelli immateriali.
La maggiorazione del costo fiscalmente rilevante varia in funzione dell’ammontare dell’investimento: è pari al 180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, al 100% per la parte eccedente tale soglia e fino a 10 milioni di euro, e al 50% per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
La norma individua inoltre i soggetti esclusi dal beneficio e disciplina le modalità di accesso all’agevolazione, chiarendo che essa è cumulabile con altri incentivi, salvo specifiche eccezioni. In particolare, sono esclusi gli investimenti che già usufruiscono del credito d’imposta per beni strumentali materiali nuovi riconducibili al modello Industria 4.0.
È infine prevista la possibilità di continuare a beneficiare della maggiorazione sulle quote residue qualora, durante il periodo di fruizione, il bene agevolato venga ceduto a titolo oneroso o destinato a unità produttive situate all’estero, a condizione che l’impresa provveda alla sostituzione del bene con un altro strumentale dotato di caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.
Regole operative: prime anticipazioni
La versione preliminare del decreto ministeriale attuativo resa nota dal Ministero definisce le modalità operative per l’accesso al regime degli iper-ammortamenti.
In sintesi, il riconoscimento dell’agevolazione è subordinato all’invio, da parte dell’impresa, di tre distinti adempimenti comunicativi: una comunicazione iniziale di prenotazione, una successiva comunicazione di conferma dell’investimento corredata dal versamento di un acconto e, da ultimo, una comunicazione attestante l’avvenuto completamento dell’investimento.
L’effettiva operatività della procedura resta comunque condizionata all’adozione di appositi decreti direttoriali, che dovranno stabilire le finestre temporali di apertura della piattaforma informatica e approvare i modelli standard delle comunicazioni.
Il DM, allo stato attuale, prevede che l’impresa presenti una o più comunicazioni preventive per ciascuna unità produttiva interessata dagli investimenti agevolabili.
In linea generale, è inoltre stabilito che, entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito favorevole trasmessa dal GSE, l’impresa debba inoltrare la comunicazione di conferma, indicando la data e l’importo del pagamento relativo all’ultima tranche di acconto necessaria al raggiungimento del 20% del costo di acquisizione del bene.
Scadenza comunicazioni e tipologia di documentazione richiesta
L’impresa deve trasmettere, entro il 15 novembre 2028, una comunicazione di completamento per ciascuna delle comunicazioni di conferma, con, a corredo, le attestazioni di possesso della documentazione richiesta.
Dopo la trasmissione delle comunicazioni, la piattaforma informatica rilascia una ricevuta di avvenuto invio ed entro 10 giorni il GSE comunica all’impresa l’esito positivo delle verifiche, ovverosia i dati che devono essere integrati entro ulteriori 10 giorni.
Ai fini degli investimenti, sono richiesti questi documenti:
- perizia tecnica asseverata;
- attestazione made in Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo
- certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile.














