Nuove linee guida Anac sulle stazioni appaltanti entro fine mese

da | 22 Set 2022 | Prevenzione e igiene ambientale

Necessità di riformare l’intero sistema delle stazioni appaltanti in Italia

Entro fine mese le nuove linee guida Anac sulla qualificazione delle stazioni appaltanti. È l’annuncio fatto dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia, intervenuto alla tavola rotonda “La tutela e la qualità del lavoro: verso il nuovo codice dei contratti pubblici”, organizzata mercoledì da Filca Cisl a Roma.

Busia, come riportato anche sul sito dell’Anac, ha messo l’accento anche sulla necessità di riformare l’intero sistema delle stazioni appaltanti in Italia: “La qualificazione delle stazioni appaltanti cui Anac ha lavorato”, le parole del presidente Anac, “non vuole e non deve bloccare la crescita e lo sviluppo del Paese. Serve invece a far sì che i comuni spendano bene i soldi pubblici, con competenza, in maniera digitale, risparmiando tempi e burocrazia. Ecco perché bisogna intervenire con urgenza sulle stazioni appaltanti, spingendo i piccoli comuni ad unirsi e a professionalizzarsi, a trovare economie di scala nei loro acquisti”. Busia, nel corso del suo intervento, ha quindi chiesto “uno sforzo di serietà da parte dei comuni: devono mettersi insieme, creare massa critica per sviluppare migliori capacità di fare acquisti, per diventare compratori di maggior peso e consistenza. Non è quindi un peso che si pone ma una facilitazione”.

Su questa scia, Busia ha poi ricordato, come accennato, che entro il 30 settembre saranno pronte le Linee guida sulla qualificazione delle stazioni appaltanti “previste dal Pnrr, elaborate da Anac e destinate a diventare legge con il nuovo codice dei contratti pubblici”, come si legge sul sito del Ministero.

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“La riforma non va frenata, va spinto piuttosto sull’investimento nella formazione”, ha concluso Busia. “Anac ha proposto che il 5% della spesa dell’appalto sia destinata a formare chi gestisce l’appalto perché sia all’altezza della controparte, sapendo fare l’interesse del bene comune. Se la pubblica amministrazione è debole, il privato stabilisce le regole. Ha la meglio nella contrattazione”.

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