Salva Casa: in arrivo nuove norme per sanare le difformità edilizie minori

da | 22 Apr 2024 | Costruzione, ambiente e territorio

Le prossime misure governative per regolarizzare le difformità edilizie minori e semplificare il settore immobiliare italiano.

Il Ministro Matteo Salvini ha affermato a gran voce che non si tratterà di un condono edilizio, ma di misure di semplificazione che puntano a regolarizzare le piccole difformità edilizie o le irregolarità strutturali che interessano, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano.

Il nuovo decreto Salva Casa, che dovrebbe approdare a giorni in Consiglio dei Ministri, consentirà comunque di ‘sanare’ principalmente le difformità edilizie formali, legate a interpretazioni ambigue della normativa vigente, e le difformità “interne” relative a singole unità immobiliari, nelle quali i proprietari hanno apportato modifiche minori.

Inoltre, si vuole intervenire sulle situazioni che potrebbero essere state regolarizzate al momento dell’intervento, ma che oggi non possono essere sanate a causa della disciplina della “doppia conformità”, che rende difficile ottenere permessi o segnalazioni in sanatoria per molti interventi nel tempo.

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Infine, si intende agevolare i cambi di destinazione d’uso degli immobili tra categorie omogenee.

 

Queste linee guida, elaborate in seguito alle proposte raccolte durante le riunioni precedenti sul tema, hanno portato alla formulazione di una bozza normativa presentata nelle scorse settimane durante una riunione sul Piano Casa presso il MIT, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, insieme al Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe) e rappresentanti di circa 50 istituzioni, enti, associazioni, ordini professionali e fondazioni del settore.

L’obiettivo principale è quello di tutelare i piccoli proprietari immobiliari, molti dei quali attendono da anni la regolarizzazione delle loro situazioni e hanno difficoltà a ristrutturare o vendere le proprie abitazioni.

Allo stesso tempo, si vuole alleggerire il carico di lavoro degli uffici tecnici comunali, spesso sovraccarichi di richieste di sanatoria.

Inoltre, si prevede di intervenire sulle procedure amministrative per garantire risposte tempestive e certe ai cittadini, nell’ottica della semplificazione e dell’efficienza amministrativa.

 

Secondo quanto affermato alla riunione di cui sopra dal CNI, “la questione posta riguarda la sanabilità di lievi difformità su fabbricati regolarmente assentiti, collaudati e resi agibili che presentavano già dalla origine, piccole variazioni dimensionali rispetto a quanto assentito o che in epoca successiva sono stato oggetto di interventi che, senza sostanzialmente intaccare la volumetria assentita, hanno determinato modifiche distributive negli alloggi o variazioni prospettiche (spostamento di bucature, chiusure di balconi o verande, etc.) senza comunque far venir meno le condizioni di sicurezza nell’utilizzo”.

 

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