Nelle costruzioni investimenti in calo senza Superbonus

da | 7 Dic 2023 | Costruzione, ambiente e territorio

Lo stop al Superbonus frena la crescita del mercato delle costruzioni

Il settore infatti chiuderà il 2023 con un saldo negativo seppur mitigato dai progetti messi in campo grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che comunque procedono molto più lentamente delle aspettative. E nel 2024 il calo degli investimenti si potrebbe attestare su un meno 8,6.

Queste le principali conclusioni del 34° Rapporto congiunturale Cresme sul mercato delle costruzioni che parla comunque del 2023 come di un anno positivo. Secondo Cresme, infatti, gli investimenti saranno comunque superiori del 36% rispetto al 2020 e del 29,3% rispetto al 2019. Le previsioni per il prossimo anno, tuttavia, sono meno rosee, secondo il report, infatti, questo trascinerà verso il basso l’attività di manutenzione del patrimonio residenziale, che ha già iniziato la sua contrazione e che diverrà più significativa nel 2024 e nel 2025 (dai 120 miliardi a valori correnti del 2022 ai 60 del 2026).

Neppure il Pnrr riuscirà a sostenere l’intero mercato delle costruzioni. L’eccezionale spinta delle opere pubbliche, infatti, spiega il Cresme, non è in grado di garantire la tenuta dell’intero mercato, ma solo di attenuarne la caduta. Il comparto delle opere pubbliche è entrato in una complessa fase esecutiva ed è chiamato alla sfida delle realizzazioni: tra gennaio 2019 e agosto 2023 sono stati messi in gara 267 miliardi di euro di lavori pubblici, dei quali 74 afferenti al PNRR, e ne sono stati aggiudicati 204, dei quali 48 PNRR.  

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Al netto degli investimenti comunque in ogni caso secondo l’istituto di ricerca si prevede una crescita costante del comparto, con un aumento del 15,1% nel 2023 e dell’11,7% nel 2024. Tale accelerazione dovrebbe proseguire anche nei prossimi anni, con una previsione del +7,9% nel 2025 e del +4% nel 2026.

Il Cresme, infine, punta il faro sulla produttività dell’industria edilizia: il livello toccato dai costi di costruzione – in particolare rispetto ai prezzi di mercato del prodotto residenziale in molte parti del Paese -, la produttività delle costruzioni e la qualità della manodopera oggi impiegata, pongono altre importanti sfide in termini di innovazione futura.

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