Ad annunciare la novità è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spiegando che con la firma del decreto ministeriale, previsto dalla legge n. 132 del 2025, l’Italia anticipa gli altri Paesi e recepisce l’AI Act europeo
Nasce l’Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
L’IA sta trasformando il lavoro molto rapidamente, dall’evoluzione normativa alle competenze, modificando mansioni, processi e poteri decisionali. Il rischio più imminente è un aumento delle disuguaglianze ed è per questo motivo che si è deciso di dotarsi di uno strumento che nasce per misurare, prevedere e orientare scelte di policy. Ad annunciare la novità è stato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul proprio sito spiegando che con la firma del decreto ministeriale, previsto dalla legge n. 132 del 2025, l’Italia anticipa gli altri Paesi e recepisce l’AI Act europeo. Si tratta della prima cabina di regia pubblico-sociale dedicata a monitorare e governare l’impatto dell’IA su occupazione, competenze, diritti e condizioni di lavoro.
“Abbiamo scelto di costruire l’Osservatorio come una cabina di regia, un luogo aperto e stabile di confronto in cui istituzioni, parti sociali ed esperti lavorano insieme per governare il cambiamento e supportare le decisioni pubbliche – ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone -; non vogliamo che siano gli algoritmi a decidere il destino delle persone. Le decisioni sul lavoro devono restare umane, responsabili e verificabili”.
L’Osservatorio rappresenta la risposta italiana all’AI Act nel contesto lavorativo e traduce in strumenti concreti i principi affermati dal G7 Lavoro di Cagliari e confermati dal G7 di Kananaskis. L’Osservatorio sarà presieduto dal Ministro Calderone e riunirà istituzioni, autorità, parti sociali ed esperti ed è articolato in un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica, una Consulta delle parti sociali e 4 Comitati tecnico-scientifici tematici. Grazie al lavoro dell’Osservatorio potranno essere definite strategie nazionali sull’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, così come potranno essere monitorati gli impatti su produttività, occupazione e condizioni lavorative, o ancora i settori delle professioni più esposte dall’IA l’individuazione dei settori e delle professioni più esposte all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale, oltre ad aggiornare le Linee Guida nazionali in materia. In particolare, le Linee Guida rappresenteranno i primi strumenti operativi per l’adozione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. AppLI, invece, è la piattaforma che rende concreta questa strategia, portando l’IA al servizio delle persone nei servizi per l’orientamento, la formazione e le politiche attive. Il web coach per il lavoro, AppLI, è disponibile per i cittadini tra i 18 e i 35 anni a partire dal 15 settembre 2025 attraverso il link appli.lavoro.gov.it, utilizzando SPID e CIE per l’autenticazione.
La partenza ufficiale dell’Osservatorio è prevista ad inizio 2026, con la nomina di tutti i componenti e la pubblicazione dei primi documenti strategici e di analisi. Già individuato invece il Presidente della Commissione etica, annunciato nel corso della presentazione pubblica dell’Osservatorio e delle Linee Guida sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro che si è tenuta il 15 dicembre. A guidare l’organismo sarà Paolo Benanti, professore all’Università Luiss Guido Carli e Presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha dichiarato “il nostro compito sarà garantire che l’efficienza degli algoritmi non calpesti mai la dignità della persona: l’intelligenza artificiale deve restare uno strumento per potenziare il lavoro umano, non per disumanizzarlo”.














