venerdì, 7 Ottobre 2022

Mondo produttivo a raccolta e «ritocchi» fiscali, il lavoro prosegue per il governo di Mario Draghi

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Il «capitolo aiuti» alle fasce sociali in difficoltà e alle aziende (ma anche ai liberi professionisti) potrebbe essere (ri)aggiornato nei prossimi giorni dal governo dimissionario di Mario Draghi, pur se le elezioni per il rinnovo del Parlamento si terranno esattamente fra due mesi, il 25 settembre. È giunta, infatti, oggi la notizia che le associazioni delle piccole imprese, del mondo artigiano, del commercio e delle coop sono state convocate per diversi incontri, alcune alle 10 di domani, altre alle 15:30 di mercoledì, ad un tavolo nella «Sala verde» di Palazzo Chigi. E, così, a quanto si apprende, si appresta a ripartire il confronto del mondo produttivo con l’Esecutivo, attraverso la riprogrammazione di quella serie di incontri che erano previsti nei giorni scorsi, e che erano stati, poi, cancellati perché concomitanti con il dibattito al Senato e la conseguenze decadenza della maggioranza che sosteneva Draghi.

In mattinata, poi, sono arrivate informazioni sull’attività in corso per alleviare il «peso» dell’inflazione, in ascesa a causa delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime frutto della crisi fra Russia ed Ucraina, nonché delle condizioni climatiche che stanno rendendo rovente l’estate del 2022: a parlare per prima è stata la viceministra dell’Economia Laura Castelli, sostenendo che il governo sta studiando la possibilità di azzerare l’Iva su pane e pasta e ridurla dal 10% al 5% su carne e pesce, precisando che si tratta di «un piano concreto e, eventualmente, alternativo, o aggiuntivo ai 200 euro. E si stanno valutando i costi di entrambe le misure e, soprattutto, quali siano le più impattanti sulla vita degli italiani. Interverremo in questo senso nel decreto di luglio», ha evidenziato, con riferimento al cosiddetto provvedimento «Aiuti bis».

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La rappresentante del dicastero di via XX settembre ha affermato, inoltre, che «s in piena inflazione, mai così alta dall’86», un fenomeno che «erode tantissimo il potere d’acquisto degli italiani. E lo stiamo vedendo su alcuni prodotti. E, quindi, una delle cure dell’inflazione è proprio questa. Noi pensiamo», ha messo in luce, parlando della possibile «sforbiciata» fiscale, oltre agli alimentari, anche alle bollette, ai prodotti della natalità e ai farmaci», ha detto Castelli.

A stretto giro, in una nota congiunta, il sottosegretario all’Economia Federico Freni e il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio hanno affrontato il tema dell’azzeramento dell’Iva sui generi alimentari di prima necessità come pane, pasta, latte, frutta e verdura e di far scendere dal 10% al 5% quella su prodotti come carne e pesce, perché ciò «significa salvaguardare il potere di acquisto, soprattutto di chi ha redditi più bassi e, dunque, risente in modo più evidente dei rincari del carrello della spesa tratta di una misura che aiuta in modo concreto le famiglie soprattutto quelle meno abbienti, le più penalizzate dagli effetti dell’inflazione». E si tratterebbe, hanno concluso, di «una risposta immediata a tanti italiani in difficoltà, che riteniamo più efficace della riconferma del bonus di 200 euro». A tal proposito, va ricordato che tale indennità (destinata a chi nel 2021 ha avuto redditi al di sotto dei 35.000 euro) non è stata corrisposta ai professionisti iscritti alle Casse di previdenza private, perché non è stato ancora emanato il decreto attuativo della misura (contenuta nel primo «Decreto Aiuti») da parte dei ministeri del Lavoro e dell’Economia

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