Meloni: il 2024 sarà l’anno «decisivo» per la realizzazione del Pnrr

da | 17 Gen 2024 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Pnrr: nelle intenzioni del presidente Meloni il 2024 sarà l’anno decisivo per la realizzazione

Appena iniziata e già «gravata» da un fardello ingente: quella del 2024, nelle intenzioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sarà l’annualità «decisiva» per la messa in opera delle iniziative contenute nelle missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sui cui complessivamente sono allocati 194,4 miliardi di euro, e che conta almeno 150 investimenti.

E, dunque, per il governo di centrodestra, l’impegno che si profila è intenso, in un panorama nel quale, ha osservato ieri la numero uno di Palazzo Chigi, l’Italia è «la prima nazione in Europa non solamente ad aver presentato la richiesta e a ricevere dalla Commissione europea la quarta rata» dei finanziamenti comunitari, bensì vanta pure la primogenitura per aver depositato entro il 2023 l’istanza per ottenere la quinta «tranche» di risorse.

Nelle stesse ore nelle quali Meloni illustrava i passi in avanti nell’implementazione del Piano, le amministrazioni comunali esprimevano dubbi e contestazioni sullo «status quo»: dalla cabina di regia di ieri sul Pnrr, ha sostenuto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, «ci saremmo aspettati di ricevere informazioni certe su quali comuni siano stati coinvolti dalla rimodulazione del Piano, o di conoscere i contenuti del decreto che dovrà specificare le nuove fonti di finanziamento e le modalità di impiego, ma così non è stato», evidenziando, poi, l’invocazione, secondo cui «tutte le semplificazioni burocratiche che erano state previste per le opere finanziate dal Pnrr» possano continuare «a valere». E ciò onde evitare che i progetti che si stanno concretizzando possano subire ritardi, o interruzioni, che si rivelerebbero dannosi per l’intero prosieguo delle opere previste.

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Decaro non ha lesinato di esternare numeri in grado di dimostrare come stanno procedendo gli investimenti sul territorio: «Sui 35 miliardi che erano stati assegnati ai comuni, al netto di quelli per le Città metropolitane, sono state bandite circa 230.000 gare per un valore di circa 32,7 miliardi, di cui 12 miliardi già aggiudicati. E questo – ha tenuto a precisare, subito dopo – nonostante il ministero dell’Economia e delle Finanze abbia interrotto i pagamenti per le opere uscite dal Pnrr: è una situazione grave, che abbiamo fatto presente al governo perché i Comuni non potranno sostenerla ancora per molto», ha affermato il vertice dell’Anci, specificando che, per le iniziative che erano preesistenti al Piano, «la nostra proposta è che tornino a essere coperte dai finanziamenti tratti dal bilancio dello Stato che avevano in precedenza».

Infine, questa mattina Meloni, in visita alle aree colpite dall’alluvione dello scorso maggio in Emilia Romagna, ha ricordato come la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, «che con me e Stefano Bonaccini (presidente della Regione, ndr) era stata sui territori» dopo la calamità, «e si era presa delle responsabilità e degli impegni a dare delle risposte», le ha fornite proprio attraverso l’ultima revisione del Pnrr; un passaggio, ha argomentato la premier, che «ci consente di investire 1,2 miliardi particolarmente», tra le altre cose «sulla difesa idraulica e il ripristino di viabilità e infrastrutture stradale», ha concluso.

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