Materie prime critiche di interesse strategico: nuove regole

da | 1 Lug 2024 | Costruzione, ambiente e territorio

Nuove regole nella normativa nazionale sul settore minerario per le materie prime di interesse strategico

Il nuovo decreto-legge “Materie prime critiche”, approvato la scorsa settimana dal Governo e pubblicato col numero 84/2024 del 25 giugno nella Gazzetta Ufficiale n.147 del 25 giugno, aggiorna la normativa nazionale sul settore minerario in linea con gli obiettivi e gli standard europei del regolamento Critical Raw Materials Act, promuovendo le transizioni digitale e green.

Il provvedimento introduce un nuovo approccio per l’approvvigionamento di materie prime critiche e strategiche.

Esso mira sia ad analizzare la domanda e i fabbisogni del Paese attraverso il monitoraggio delle catene di approvvigionamento, sia a incentivare l’offerta di materie prime.

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In tal senso, viene avviato un Programma nazionale di esplorazione, sono semplificate le procedure autorizzative ed è rafforzato il Fondo Nazionale del Made in Italy.

Inoltre, il decreto prevede sistemi di monitoraggio per affrontare eventuali perturbazioni dell’approvvigionamento.

Il decreto punta a rilanciare il settore minerario italiano attraverso procedure semplificate per gli iter autorizzativi dei progetti strategici, che devono essere validati dalla Commissione Europea. Una volta ottenuto il sigillo strategico dalla UE, sarà lo Stato a rilasciare le autorizzazioni necessarie con tempistiche migliorative rispetto al Regolamento.

Il testo stabilisce che il rilascio dei titoli abilitativi o autorizzatori spetti allo Stato.

Nello specifico:

  • il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è competente per l’estrazione e le autorizzazioni al riciclo di materie prime critiche strategiche, con procedure che non possono superare rispettivamente 18 e 10 mesi;
  • il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) gestisce invece la trasformazione di materie prime critiche strategiche, con una durata massima di 10 mesi.

Il decreto introduce anche un sistema di “royalties” per le concessioni minerarie di progetti strategici, che saranno corrisposte annualmente allo Stato e alla Regione interessata per i progetti su terraferma.

Il provvedimento, infine, istituisce presso il MIMIT il Comitato tecnico permanente per le materie prime critiche e strategiche, incaricato di monitorare le catene di approvvigionamento e predisporre un Piano Nazionale delle materie prime critiche.

Sono stati individuati tre “punti unici di contatto”: due presso il MASE per le istanze relative a progetti di estrazione e riciclo, e uno presso il MIMIT per i progetti strategici di trasformazione.

Il MIMIT dovrà analizzare i fabbisogni, monitorare le catene del valore e condurre eventuali stress test.

A tal fine, sarà istituito il Registro nazionale delle aziende e delle catene del valore strategiche, per individuare le grandi imprese che utilizzano materie prime strategiche in settori cruciali come batterie, aeromobili, dispositivi elettronici mobili, robotica, produzione di energia rinnovabile e semiconduttori.

Infine, viene istituito un Programma di esplorazione nazionale delle materie prime critiche, che dovrà essere promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) entro il 24 maggio 2025 e sottoposto a riesame quinquennale come previsto dal Critical Raw Materials Act.

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