Manovra, «cantiere» governativo aperto su Superbonus e taglio delle tasse

da | 18 Set 2023 | Primo piano

Manovra per cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti e per il Superbonus 110%

Una «sforbiciata» alle tasse dei lavoratori dipendenti (che, verosimilmente, riguarderà le buste paga di tutto il prossimo anno) e la soluzione sui crediti incagliati del Superbonus 110% che, stando a quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è la causa dei suoi «mal di pancia» per tutti gli oneri finanziari che ne derivano. E che gravano sulla manovra economica per il 2024 che il governo di Giorgia Meloni si appresta a stilare.

È in corso in maniera intensa il processo di avvicinamento alla redazione della Legge di Bilancio, fra certezze e ipotesi sui settori che andranno sovvenzionati: nelle ultime ore è, peraltro, sbocciata pure l’idea di effettuare un «restyling» alle aliquote Irpef, partendo da un aumento della soglia del primo scaglione, un iter che favorirebbe il taglio del cuneo fiscale sui redditi più bassi, quello su cui l’Esecutivo ha deciso di concentrare sforzi e risorse economiche.

«Se do più soldi col cuneo, poi vengono mangiati dall’aliquota fiscale al 23% della prima aliquota», dunque «devo aumentare anche la soglia del primo scaglione di reddito, che arriva ora fino a 15.000 euro di reddito, altrimenti quello che ti do in parte me lo riprendo»: è questa la spiegazione del titolare del «dossier delle tasse», il viceministro dell’Economia Maurizio Leo.

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E, intanto, dal raduno leghista di Pontida, è toccato al numero uno del dicastero di via XX settembre dare indicazioni più precise, non senza rammentare il «nodo» delle agevolazioni per i lavori in edilizia all’insegna dell’efficientamento energetico, a cui guardano con interesse costante anche i professionisti dell’area tecnica, fra cui i periti industriali.

Parole di Giorgetti

«Come ministro dell’Economia mi alzo la mattina, e condivido le angosce, le preoccupazioni di tanti imprenditori e famiglie che si alzano con il debito sulle spalle. Anche io da ministro mi alzo con un grande debito sulle spalle: 2.859 miliardi», ha affermato, sostenendo che ciò «significa che soltanto l’anno prossimo, per interessi in più dovremo pagare 14 miliardi, 14 miliardi sottratti ad aiuti, sanità, riduzione delle tasse», sono state le parole usate da Giorgetti.

Il conto del Superbonus, va ricordato, è stato quantificato in 100 miliardi. All’inizio del mese di settembre, il ministro aveva descritto la decisione del M5s di immettere nel mercato l’incentivo al 110% per le ristrutturazioni una scelta tipica di un certo assolutismo, ha spiegato, tirando in ballo l’immagine del «Re Sole che distribuisce prebende», però «così non si va da nessuna parte», aveva proseguito, elencando le cifre, ossia che «su 100 miliardi, questo governo ne ha pagati 20 e altri 80 sono da pagare, ma tutti hanno mangiato, poi si sono alzati dal tavolo», con riferimento a quanto avviato dall’ex premier e leader dei pentastellati Giuseppe Conte, che stabilì l’introduzione del Superbonus dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19 con l’intenzione di risollevare il comparto edile.

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