venerdì, 7 Ottobre 2022

Manovra, arrivano Superbonus senza «tetto» Isee e tutele ai professionisti malati

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Lunga e ricca di ostacoli, la «partita» per le correzioni alla normativa sul Superbonus 110% per effettuare le ristrutturazioni in edilizia si è conclusa, nella Commissione Bilancio del Senato, che ha licenziato i capitoli della Legge di Bilancio per l’anno 2022, che entro fino anno dovrà esser approvata dai due rami del Parlamento. Nella formulazione conclusiva, l’incentivo viene esteso fino alla prossima annualità (anche) alle villette unifamiliari, cancellando i precedenti riferimenti a «tetti» Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente), a limitazioni all’abitazione principale e a termini di comunicazione della Cila (Comunicazione asseverata di inizio attività). Viene, però, inserito un unico vincolo, cioè effettuare il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022; per il resto, c’è l’equiparazione tra lavori trainanti e lavori trainati, la proroga a tutto il 2025 per gli interventi nelle aree colpite da eventi sismici a partire dal 2009, e la validità confermata anche per gli impianti fotovoltaici (fino a 48.000 euro complessivi), cui si aggiunge, nell’ottica della spinta alle energie rinnovabili, pure un bonus per gli impianti di produzione elettrica che installano sistemi di accumulo.

Il via libera ad un altro emendamento sul Superbonus, a palazzo Madama, inoltre, ha anche rimediato all’incertezza che si era creata sulle cosiddette «asseverazioni», ovvero sul controllo sulla congruità dei prezzi degli interventi edilizi, necessarie dopo il decreto cosiddetto «anti-frodi di» novembre. Va ricordato che una circolare dell’Agenzia delle Entrate, però, aveva generato insicurezza nelle modalità di valutazione dei costi, ma la correzione è servita, in sintesi, a chiarire che i prezzari individuati ai fini degli interventi di riqualificazione energetica restano applicabili anche per tutti gli altri bonus edilizi (al sismabonus, naturalmente al Superbonus 110% e a quelli per ristrutturazioni e facciate).

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Introdotto, poi, il bonus del 75% per abbattere le barriere architettoniche: una detrazione in 5 anni per le spese sostenute nel 2022, con «tetto» a 50.000 euro per le villette, 40.000 ad appartamento per i piccoli condomini e 30.000 per le abitazioni nei palazzi oltre le 8 unità; l’aiuto, è stato sottolineato, serve per installare ad esempio ascensori o montacarichi, e sarà esteso anche a «interventi di automazione degli impianti degli edifici», comprese le spese di smaltimento dei vecchi impianti.

È, inoltre, stato approvato, con alcune correzioni (che ne delimitano l’applicazione all’ambito fiscale, cambiamenti che sono avvenuti su impulso della Ragioneria generale presso il ministero dell’Economia), l’emendamento di FdI, primo firmatario il senatore Andrea de Bertoldi, sulla sospensione della «decorrenza dei termini relativi ad adempimenti tributari a carico del professionista in caso di malattia, o infortunio». La modifica prevede che, «in caso di ricovero del libero professionista in ospedale per grave malattia, o infortunio, o intervento chirurgico, ovvero in caso di cure domiciliari, se sostitutive del ricovero ospedaliero, che comportano una inabilità temporanea all’esercizio dell’attività professionale, nessuna responsabilità è imputata al libero professionista, o al suo cliente, a causa della scadenza di un termine tributario stabilito in favore della Pubblica amministrazione» per lo svolgimento di una prestazione a carico del cliente «da eseguire da parte del libero professionista nei 60 giorni successivi al verificarsi dell’evento», si legge nel testo. E le scadenze sono congelate a decorrere «dal giorno del ricovero in ospedale, o dal giorno dell’inizio delle cure domiciliari fino a 30 giorni dopo la dimissione dalla struttura sanitaria, o la conclusione delle cure» presso il domicilio, specificando che la norma vale per periodi di degenza ospedaliera, o di cure domiciliari della durata di «più di tre giorni».

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