mercoledì, 5 Ottobre 2022

Manovra, al centro le correzioni sul Superbonus 110% e contro il «caro-bollette»

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La «partita» della revisione delle regole per accedere al Superbonus 110% per le ristrutturazioni in edilizia si arricchisce di nuovi accordi (politici): nella cornice della Legge di Bilancio, all’esame della Commissione Bilancio del Senato, nelle ultime ore, infatti, è stata raggiunta un’intesa, affinché non vi sia il «tetto» Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente, ovvero il «termometro» delle entrate dei contribuenti, ndr) di 25.000 euro per le villette. E si va pure verso l’allargamento dell’incentivo al fotovoltaico. L’accordo, si apprende, è giunto nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 19 dicembre, a seguito della lunga trattativa degli esponenti dei vari partiti di maggioranza col governo, e sarà tradotto in un emendamento che, verosimilmente, sarà pronto nella giornata di oggi. Fino alla presentazione delle correzioni, comunque, in ambito politico si parla con cautela di modifiche certe alla normativa sul Superbonus. Al momento, comunque, si è saputo che a rallentare l’intesa, nei giorni scorsi, sulla misura agevolativa è stato il «nodo» dei costi che riguarda in particolare il 2024: si tratta di 350 milioni di euro che dovrebbero esser coperti attingendo ai fondi a disposizione del Parlamento per le modifiche alla manovra economica.

Nel dettaglio, viene spiegato, dovrebbe esser messa nero su bianco la possibilità di accedere al Superbonus per la riqualificazione energetica, oppure per la messa in sicurezza delle singole unità familiari fino al 31 dicembre 2022. E tale proroga non dovrebbe esser più vincolata ad un limite reddituale dei proprietari. Il limite dei lavori da rispettare, poi, dovrebbe scende dal 60% al 30% e il vincolo temporale diventerà quello del 30 giugno 2022. E, poi, come invocato dal M5s, gli interventi agevolati con l’incentivo fino al 110% sulle villette non saranno più vincolati all’abitazione principale. Per la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore, «la ripresa, come abbiamo visto, passa anche per il settore dell’edilizia», dunque «l’intesa politica si deve perfezionare sul piano tecnico per le coperture che richiede la norma. Il Superbonus è servito come incentivo alle imprese e spinta al risparmio energetico», ha evidenziato. Nelle ultime ore, inoltre, Sartore ha aperto anche alla «possibilità» di un intervento ulteriore per calmierare il cosiddetto «caro-bollette», spiegando, tuttavia, che «il tema riguarda anche questioni di natura geopolitica e di approvvigionamento energetico che hanno una rilevanza di livello europeo e che chiedono una risposta a livello comunitario».

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Tra le altre correzioni che dovrebbero esser varate nella manovra economica a palazzo Madama, poi, ce n’è una che concerne il «tetto» di spesa in base al quale è calcolata la detrazione del 50% per il bonus mobili e elettrodomestici, che salirebbe da 5.000 a 10.000 euro, per l’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

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