martedì, 27 Settembre 2022

L’Ocse alza le stime del Pil italiano per il 2021, ma avverte: si facciano le riforme

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L’Ocse migliora le stime del Pil dell’Italia per il 2021 e prevede che l’economia recuperi i livelli pre-Covid entro la prima metà del prossimo anno. Ma avverte: bisogna fare le riforme e non si può immaginare ora di retrocedere dai sostegni a famiglie e imprese.

A fotografare luci e ombre è l’ultimo Studio economico dell’OCSE sull’Italia, che esamina l’impatto della crisi COVID-19 sull’economia e analizza le misure necessarie per garantire una ripresa solida e sostenibile e affrontare alcuni ostacoli di lunga data alla creazione di posti di lavoro e alla crescita.

Partendo da un’analisi dei freni alla crescita economica dell’Italia, il rapporto fornisce alcune raccomandazioni su come creare una crescita sostenibile. Tre le principali macro aree di intervento, individuate dal rapporto: il bisogno di una regolamentazione migliore, più chiara e snella per favorire la produttività e gli investimenti, la riforma della Pubblica Amministrazione (PA) e una revisione del sistema di tassazione, e la necessità di attuare le riforme per creare un’economia più verde.

Molte delle sfide strutturali dell’Italia dice l’organismo sono state aggravate dalla crisi provocata dal COVID-19. La priorità essenziale per favorire la ripresa è rappresentata dalla promozione dell’efficienza della pubblica amministrazione, principalmente nell’ottica di migliorare la gestione degli investimenti pubblici e rendere, al contempo, più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo. Passaggi chiave, questi ultimi, per un efficace utilizzo dei fondi dello European Recovery and Resilience Facility (RRF) e per la piena realizzazione dei vantaggi attesi dalle previste riforme strutturali.

Le probabilità di attuare con successo le riforme strutturali e i progetti di investimento pubblico quindi sono, secondo l’Ocse “ora maggiori che in passato” e in questo senso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “combina un’ambiziosa agenda di riforme strutturali e ingenti investimenti, offrendo un’opportunità unica di transizione verso una crescita più produttiva e decarbonizzata”.

Secondo l’Ocse il piano nazionale di ripresa e resilienza offre “un’opportunità unica per creare un’economia più verde, più digitalizzata e produttiva”.

Nella Pa mancano competenze, aumentare efficacia. “Accrescere l’efficacia del settore pubblico italiano è più urgente che mai”, ricorda poi l’Ocse spiegando che “sarà la chiave per assicurare il previsto impulso agli investimenti pubblici” e “l’intera pubblica amministrazione appare priva di personale dotato delle competenze necessarie.

Nonostante queste previsioni favorevoli, il rapporto mette in guardia sui rischi relativi al ritiro prematuro dei sostegni.

Più ingenti investimenti pubblici, inclusi quelli finanziati dai fondi Next Generation EU, unitamente a una maggiore fiducia e livelli di domanda più elevati, sosterranno gli investimenti nel settore privato.

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