martedì, 17 Maggio 2022

Lo «sconto» contro il «caro-bollette» anima il dibattito politico-economico

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Il «caro-energia» rimbalza dall’Europa all’Italia e «pesa» (anche) sulle piazze finanziarie: a dire la sua la presidente della Bce (Banca centrale europea) Christine Lagarde, secondo cui la transizione europea verso un’economia più sostenibile rischia di essere «accidentata» se l’offerta non si adegua abbastanza velocemente, e ciò sta già producendo conseguenze con «una maggiore volatilità dei prezzi energetici, con l’utilizzo di tecnologie-ponte come il gas naturale per colmare il gap energetico». In particolare, ha detto, c’è il rischio che ciò indebolisca la fiducia del pubblico nella decarbonizzazione», dunque la soluzione «non può che essere accelerare gli investimenti nelle rinnovabili e altre tecnologie verdi», ha precisato.

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Nel frattempo, il viceministro dell’Economia Laura Castelli ha spiegato che il Governo è al lavoro sul «meccanismo» per richiedere un «contributo di solidarietà» agli operatori energetici, affinché partecipino agli sforzi per abbattere l’aumento dei prezzi delle bollette, seppur tale percorso è «molto complicato. Io ricordo che abbiamo chiesto ai lavoratori dipendenti con un reddito sopra una certa soglia un contributo per tutto il 2022 proprio sul tema delle bollette», ha aggiunto la numero due di via XX settembre, precisando che è allo studio anche un altro intervento «non oneroso», che ripropone la norma sui proventi delle aste di Co2. Castelli si è detta dell’idea che «operatori, intermediari, che lavorano in questo ambito possano anche loro essere d’accordo a un contributo di solidarietà perché si possa raccogliere un fondo», ha detto il viceministro. Castelli ha spiegato come si tratti di una norma non onerosa che si può fare subito.

Nel frattempo, il presidente della Commissione Industria del Senato Gianni Pietro Girotto ha sottolineato come «a 8 mesi dall’approvazione del decreto sui titoli di efficienza energetica (i cosiddetti certificati bianchi), non risultano ancora implementati tutti gli interventi finalizzati a rilanciarne il meccanismo che, se venisse stimolato e promosso, contribuirebbe anche alla riduzione dei costi in bolletta per il settore produttivo industriale. Se tornasse a essere efficace» tale sistema, ciò «sarebbe in grado di ripagare gli interventi di efficientamento energetico e di ridurre nel tempo la necessità di intervento a compensazione da parte del Governo», ha riferito, citando una interrogazione che era stata presentata dal suo partito, il M5s, al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. «Il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC), che sarà necessario adeguare alla luce di alcuni dei nuovi obblighi europei, prevede obiettivi di risparmio del 43% dei consumi di energia primaria al 2030 e del 39,7% dei consumi di energia finale, rispetto al 2007. Il sopracitato decreto doveva essere aggiornato e integrato tramite un nuovo decreto ministeriale, successivo all’istruttoria preliminare di Gse, Enea e Rse, che è puntualmente avvenuta, ma alla quale non ha fatto seguito il passo finale ministeriale. Garantire una veloce e piena attuazione normativa e regolatoria per la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico, che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024, è prioritario», ha scandito Girotto.

Infine, sin dalla mattinata di oggi, le Borse europee sono state in terreno negativo: sui mercati, infatti, tiene banco il tema del rincaro delle bollette energetiche con i Governi che avanzano le prime proposte di un contributo ai produttori. E le ipotesi circolate hanno messo sotto pressione le «utilities» con il comparto azionario che a metà pomeriggio cedeva lo 0,6%.

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