Arriva il pagamento della Commissione. Foti: raggiunto il 100% degli obiettivi
Avanti tutta per l’Italia sul Pnrr.
A poche settimane dalla scadenza del Piano, fissata al 30 giugno di quest’anno, il Belpaese incassa la nona rata del Piano, con il pagamento da parte della Commissione di una cifra intorno ai 12,8 miliardi di euro. L’assegno è stato staccato a seguito della verifica dei target del Piano, realizzata dai tecnici europei il 29 aprile, nella quale era stato dato un giudizio positivo. Rimangono ancora aperte parecchie questioni, con una serie di riforme che non hanno ancora visto la luce. Ma, almeno in teoria, i diktat europei sono stati rispettati.
Ne è convinto Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione. Dopo aver annunciato una nuova rimodulazione del Piano (ne abbiamo parlato qui), il ministro ha commentato l’arrivo dell’ultima rata.
Un pagamento che «porta a 166 miliardi di euro l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia, certifica il conseguimento del 100% degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata».
Tra gli interventi ricompresi nella nona rata figurano l’attuazione del programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e l’adozione del rapporto finale del piano di audit, giudicato da Foti «fondamentale». Si tratta, ha spiegato il ministro, di «uno strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni».
Non solo riforme, visto che la nona rata è accompagnata anche da numerosi investimenti
Si può citare, ad esempio, l’implementazione del Fascicolo elettronico sanitario per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie. Ma anche la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 km di reti, il rinnovo della flotta del Corpo nazionale dei vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio civile universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. Indicati anche alcuni obiettivi intermedi, come l’attivazione del Fondo nazionale di connettività.
L’Italia, quindi, si presenta all’ultimo rettilineo del Pnrr con lo scadenzario, in larga parte, rispettato. Queste ultime settimane saranno fondamentali sia perché si dovrà ottenere l’ultima rata, sia per impostare i lavori successivi alla chiusura del Piano; ci sono alcuni interventi che, con ogni probabilità, non saranno esauriti entro il 30 giugno e, su quelli, sarà necessario trovare una soluzione. Ma il clima tra Bruxelles e Roma, rispetto al passato, pare più sereno e permette di essere – almeno in parte – ottimisti.










