Su impulso dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali arriverà in 1.500 studi
Un aiuto, fino a poco tempo fa impensabile, sta per approdare negli studi dei medici di base della Penisola, con l’intento di consentire ai «camici bianchi» di porre domande e ottenere risposte (clinicamente) accurate, fondate su evidenze scientifiche. E accompagnate da fonti verificabili per un servizio il più possibile efficiente. È il progetto Mia, nato su stimolo dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), creato nel quadro della missione 6 (Salute) del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che si propone di promuovere una sanità territoriale, integrata e digitale, attraverso lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza artificiale a supporto dei professionisti (medici, infermieri, altro personale del settore).
La piattaforma sbarcherà in tempi molto celeri in almeno 1.500 medici di famiglia e, come indica l’Agenas, se la nuova tecnologia viene usata «con visione e responsabilità può contribuire concretamente a ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso alle cure». Nel dettaglio, si apprende, la soluzione informatica è pensata per offrire supporto alle categorie dell’area sanitaria in tre aree principali: attività diagnostiche di base (giacché fornisce suggerimenti su diagnosi, esami da effettuare e indicazioni su percorsi terapeutici iniziali), gestione della cronicità (offrendo strumenti per il monitoraggio personalizzato dei pazienti con patologie croniche) e prevenzione e promozione della salute (visto che visualizza le campagne di sensibilizzazione attive a livello nazionale e regionale, supporta l’identificazione dei pazienti idonei a programmi di screening e vaccinazione, e fornisce suggerimenti personalizzati in base ai fattori di rischio individuali).
I vantaggi che potrebbero derivare da tale impiego dell’Ia potrebbero essere molteplici e variegati, considerato che si andrebbe verso la riduzione del tempo medio per attività diagnostica di routine, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, il miglioramento dell’aderenza terapeutica, il «taglio» delle ospedalizzazioni evitabili, nonché la gestione proattiva delle comorbidità, l’aumento dell’adesione ai programmi di screening, il miglioramento della copertura vaccinale e anche l’ottimizzazione delle risorse per la prevenzione.
Nelle ultime ore, infine, si è saputo che la provincia autonoma di Bolzano si sta adoperano da tempo per inserire l’Ia nei suoi vari uffici amministrativi, valutando, però, sede per sede (e saranno gli stessi singoli Enti ad effettuare le valutazioni, per capire i profili di conformità) le opportunità di applicazione dei ritrovati tecnologici, con i primi passi compiuti a dicembre. Ed una strategia da introdurre, in maniera strutturata, in ogni unità organizzativa del territorio del Nord Est a partire dall’anno appena cominciato.














