L’Ia mette a rischio 8,4 milioni di lavoratori italiani

da | 25 Ago 2023 | Impiantistica elettrica e automazione

I numeri nel report di Confartigianato. In Europa impatto ancora più forte

L’intelligenza artificiale avrà un impatto su 8,4 milioni di lavoratori italiani, che avranno il loro posto a rischio nel prossimo futuro. Circa il 36% degli occupati, con percentuali ancora superiori negli altri paesi e sotto la media europea (del 39,5%). I numeri sono riportati nell’indagine realizzata dal centro studi di Confartigianato, che ha analizzato il grado di esposizione dell’Ia del mercato del lavoro comunitario.

“Le professioni più esposte”, si legge nella ricerca, “sono quelle maggiormente qualificate e a contenuto intellettuale e amministrativo, a cominciare dai tecnici dell’informazione e della comunicazione, dirigenti amministrativi e commerciali, specialisti delle scienze commerciali e dell’amministrazione, specialisti in scienze e ingegneria, dirigenti della pubblica amministrazione. Tra le attività lavorative a minor rischio vi sono quelle con una componente manuale non standardizzata”.

Per la precisione l’impatto dell’Ia riguarderà il 36,2% degli occupati italiani. Situazione ancora peggiore in Germania (43%), Francia (41%) e soprattutto in paesi come Lussemburgo, Belgio e Svezia che arrivano rispettivamente al 59,4%, al 48,8 e al 48%.

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L’espansione dell’Ia ha insidiato il 25,4% dei lavoratori in ingresso nelle imprese nel 2022, pari 1,3 milioni di persone. Per le piccole imprese fino 49 addetti la quota è del 22,2%, pari a 729.000 persone. A livello territoriale, la maggiore percentuale di personale in bilico si registra nel centro-nord, con in testa la Lombardia (35,2% degli occupati assunti nel 2022 più esposti a impatto IA), seguita dal Lazio (32%), Piemonte e Valle d’Aosta (27%), Campania (25,3%), Emilia-Romagna (23,8%), Liguria (23,5%).

Superiori alla media europea i numeri relativi all’utilizzo di tecnologie legate all’Ia. In particolare, il 6,9% delle nostre piccole aziende utilizza robot, superando il 4,6% della media europea e, in particolare, doppiando il 3,5% della Germania. Inoltre, il 5,3% delle Pmi usa sistemi di intelligenza artificiale e il 13% prevede di effettuare nel prossimo futuro investimenti.

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