Legge di Bilancio, sui pagamenti col Pos nessun «ritocco»

da | 19 Dic 2022 | In evidenza

Giorgetti, in vista (entro 6 mesi) il Regolamento sugli investimenti delle Casse dei professionisti

Niente di nuovo sul «fronte» del Pos (la possibilità di effettuare acquisti, o di pagare prestazioni professionali, con carte di credito, o bancomat) negli esercizi commerciali del nostro Paese: le osservazioni dell’Unione europea sulla Legge di Bilancio del governo guidato da Giorgia Meloni hanno fatto sì che l’Esecutivo decidesse di togliere dal testo il paventato «tetto» di 60 euro, entro il quale gli esercenti avrebbero potuto rifiutare pagamenti non in contanti. E, adesso, però, palazzo Chigi medita di trovare forme di ristori per gli operatori che avranno l’onere delle commissioni con gli istituti bancari. Intanto, nelle ultime ore, in commissione Bilancio il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato il maxiemendamento con cui si ritocca la manovra economica per il 2023, con «misure di carattere sociale che riteniamo significative»; viene, fra l’altro, ampliata la platea (da 20.000 a 25.000 euro di reddito) per il taglio di tre punti del cuneo fiscale, e salgono a 600 euro le pensioni minime per chi ha più di 75 anni, finora soltanto per il prossimo anno.

Quanto, poi, al Reddito di cittadinanza sarà erogato per 7, e non 8 mensilità nel prossimo anno, mentre salirà da 6.000 e 8.000 euro la soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per chi assume a tempo indeterminato i beneficiari del sussidio. È, inoltre, stata prorogata al 31 dicembre la Cilas (Comunicazione per inizio lavori) per i cantieri che usufruiranno del Superbonus al 110%.

All’orizzonte, a seguire, ci sarà il Regolamento sugli investimenti delle Casse di previdenza private dei professionisti (atteso dal 2011, perché previsto da un decreto dell’allora esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, e mai emanato) all’orizzonte, grazie ad un emendamento del governo alla manovra economica per il 2023.

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«Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge – recita, infatti, il testo, che fa parte del pacchetto di modifiche «autocoperte» depositate, nelle ultime ore, alla Camera – il ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e sentita la Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione), detta disposizioni di indirizzo in materia di investimento delle risorse finanziarie degli Enti di diritto privato, dei conflitti di interessi e di banca depositaria, di informazione nei confronti degli iscritti, nonché sugli obblighi relativamente alla ‘governance’ degli investimenti e alla gestione del rischio». Inoltre, va avanti la norma, «entro sei mesi dall’adozione» del provvedimento interministeriale, le Casse previdenziali saranno tenute ad adottare «regolamenti interni sottoposti alla procedura di approvazione» stabilita dal comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo 509/1994 (il primo dei due decreti legislativi – l’altro è il 103/1996 – con cui sono stati istituiti gli Enti pensionistici privati, ndr).

Una serie di incontri bilaterali, si apprende, infine, fra il ministero dell’Economia e i vari gruppi parlamentari sulla manovra si svolgeranno in giornata. L’obiettivo è individuare gli emendamenti, di maggioranza e opposizione, sia ordinamentali sia onerosi, che potranno entrare nella manovra.

 

 

 

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