All’interno della legge 34/2026, particolare rilievo assumono l’accesso al credito, la delega per un Testo unico su start-up e PMI innovative, le agevolazioni per le reti di imprese e la riforma dell’artigianato
La legge 34/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 marzo e in vigore dal prossimo 7 aprile, introduce un insieme articolato di misure fiscali, finanziarie e organizzative finalizzate a rafforzare la competitività delle PMI, incentivare l’aggregazione tra imprese, semplificare gli adempimenti e sostenere innovazione e ricambio generazionale.
Tra le misure da segnalare, figurano senz’altro le agevolazioni per le reti di imprese, il rafforzamento dei consorzi, l’accesso al credito, la riforma dell’artigianato e la delega per un Testo unico su start-up e PMI innovative.
Reti di imprese e agevolazioni fiscali
L’articolo 1 introduce una rilevante agevolazione fiscale per le imprese aderenti a contratti di rete: una quota degli utili destinata al fondo patrimoniale comune o a patrimoni destinati agli investimenti del programma di rete non concorre alla formazione del reddito, entro il limite di 1 milione di euro annui. La misura, valida dal 2026 al 2028, favorisce le PMI e le imprese di costruzioni che investono in forma aggregata, valorizzando programmi asseverati e orientati allo sviluppo.
Tutela occupazionale e filiere strategiche
L’articolo 2 rafforza il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali, estendendone l’operatività anche ad acquisizioni tra imprese titolari di marchi storici. L’articolo 3 destina fino a 100 milioni di euro al sostegno delle PMI della filiera moda, premiando programmi di sviluppo e aggregazioni: un modello replicabile anche in altre filiere produttive ad alta intensità di lavoro specializzato.
Consorzi, appalti e aggregazioni stabili
Gli articoli 4 e 5 riconoscono le centrali consortili come enti mutualistici di sistema e rafforzano il ruolo dei consorzi stabili anche negli appalti pubblici. Per le imprese di costruzioni e i professionisti tecnici, queste norme ampliano le opportunità di accesso alle gare, favorendo modelli aggregativi strutturati e più competitivi.
Ricambio generazionale e lavoro
L’articolo 6 introduce il part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione, con esoneri contributivi e contribuzione figurativa, subordinato all’assunzione di giovani under 35. La misura è particolarmente rilevante per PMI tecniche e imprese di costruzioni, dove il passaggio di competenze è cruciale.
Credito, confidi e valorizzazione dei magazzini
L’articolo 7 delega il Governo al riordino dei confidi, puntando su semplificazione, aggregazione e riduzione dei costi di accesso al credito. L’articolo 8 amplia le possibilità di cartolarizzazione dei beni di magazzino, offrendo alle PMI nuovi strumenti finanziari per sostenere liquidità e investimenti.
Semplificazioni per sicurezza e assicurazioni
Gli articoli 9 e 10 introducono esoneri dall’RC auto per veicoli aziendali interni e modelli semplificati di gestione della sicurezza sul lavoro per PMI, con un ruolo attivo dell’INAIL. Le norme incidono direttamente sull’organizzazione dei cantieri e degli ambienti produttivi.
Riforma dell’artigianato: delega al Governo
L’articolo 15 conferisce al Governo una delega legislativa per riformare in modo organico la disciplina dell’artigianato, aggiornando e riordinando la legge quadro n. 443 del 1985. L’obiettivo è adeguare la normativa alle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali intervenute negli ultimi decenni, valorizzando il ruolo dell’imprenditore artigiano in coerenza con l’articolo 45 della Costituzione.
La riforma dovrà rafforzare la centralità dell’imprenditore artigiano, riconoscendo che il suo apporto non è solo manuale, ma anche creativo, progettuale e tecnico-professionale. La nuova disciplina dovrà inoltre definire in modo più chiaro quando l’attività artigiana è prevalente rispetto a quelle accessorie, così da delimitare correttamente il perimetro del settore.
La norma punta anche a favorire la crescita dimensionale e competitiva delle imprese artigiane, promuovendo forme di aggregazione come le reti d’impresa e altri strumenti collaborativi, per facilitare l’accesso a commesse e finanziamenti altrimenti non raggiungibili dalla singola impresa.
Start-up e PMI innovative: verso un Testo unico
L’articolo 24 delega il Governo alla redazione di un Testo unico su start-up, PMI innovative, incubatori e trasferimento tecnologico. L’obiettivo è semplificare il quadro normativo, favorire la collaborazione con università e centri di ricerca e rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.









