Le casse fanno 100 (miliardi), ma il covid «pesa» sui contributi

da | 14 Ott 2021 | In evidenza, Notizie

Un anno da ricordare, il 2020, per le Casse previdenziali ed assistenziali private e privatizzate, perché è quello in cui le loro risorse sono arrivate ad oltrepassare i 100 miliardi di euro (giungendo, nel dettaglio, a 100,7). Malgrado ciò, i riflessi della pandemia si sono visti significativamente sui contributi incassati dai professionisti iscritti delle varie platee: sono stati, infatti, versati lo scorso anno, al netto delle prestazioni, 2 miliardi, in decremento, rispetto ai 3,3 miliardi del 2019. È quanto ha rilevato la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), nel suo annuale Quadro di sintesi sull’attività di investimenti degli Enti, presentato in mattinata, nella Capitale.

La crescita delle risorse tra il 2011 e il 2020 è stata in media del 6,8% annuo e, complessivamente, si legge nel Rapporto illustrato dal presidente dell’organismo Mario Padula, a fronte di 10,3 miliardi di contributi incassati (in calo sui 10,7 nel 2019), sono state erogate prestazioni per 8,3 miliardi (in aumento sulle 7,4 nel 2019). I contributi versati lo scorso anno, al netto delle prestazioni, quindi, sono stati pari a 2 miliardi, in calo rispetto ai 3,3 miliardi del 2019, soprattutto, come già sottolineato, a causa dell’arrivo della pandemia. L’Eppi, l’Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati, stando alle cifre della Commissione ha un attivo di oltre 1,7 miliardi.

Permane, sottolinea il testo, «una grande differenza tra le diverse Casse, con l’Enpam (medici e dentisti) che capitalizza oltre 26,2 miliardi e ha un saldo positivo tra contributi e prestazioni nel 2020 di 749 milioni e l’Inpgi, la Cassa di previdenza dei giornalisti (gestione principale Ago, quella dei dipendenti, ndr) che ha un attivo di 1,26 miliardi e un saldo negativo tra contributi e prestazioni di 212 milioni, nel 2020 il peggiore tra gli Enti».

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Fra i singoli Enti previdenziali, viene messo in risalto nel Rapporto della Covip, restano divergenze, anche ampie, nelle attività e nelle rispettive dinamiche di crescita: nelle cinque Casse di maggiori dimensioni, infatti, si concentra il 74,1% dell’attivo (pari, come scritto, ad oltre 100 miliardi), giacché «dopo l’Enpam (medici e odontoiatri) a cui fa capo il 26,1% del totale, seguono la Cassa forense (avvocati) con il 16,2, Inarcassa (ingegneri e architetti) con il 12,9, la Cdc (Cassa dei dottori commercialisti) con il 10,5% ed Enasarco (agenti di commercio e consulenti finanziari) con l’8,4. I primi tre Enti professionali, si legge, «raggruppano il 55,2% delle risorse totali rispetto al 46,9% del 2011».

Gli investimenti domestici delle Casse di previdenza ammontano a 34,9 miliardi, il 34,6% delle attività, una percentuale che risulta in diminuzione di 1,7 punti rispetto al 2019. Le operazioni finanziarie non nei nostri confini, invece, si attestano a 48,1 miliardi, corrispondenti al 47,7 del totale, 0,3 punti percentuali in meno rispetto al 2019, si legge, infine.

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