Lavoro agile, con il Protocollo nuovo impulso alla contrattazione collettiva

da | 13 Dic 2021 | Notizie, Professioni a confronto

Nuovo impulso alla contrattazione collettiva con il “Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile”. Il documento, sottoscritto dalle parti sociali e da Confprofessioni davanti al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si propone di individuare i principi guida per orientare la contrattazione collettiva nella disciplina del lavoro agile.

Sono due i punti più rilevanti del Protocollo: in primo luogo la centralità dell’accordo individuale, che dovrà indicare la durata dell’intesa (a termine o a tempo indeterminato), l’alternanza tra il lavoro nei locali aziendali e all’esterno, i luoghi eventualmente esclusi (dove cioè non si può lavorare in smart working), le modalità di controllo da parte del datore di lavoro, i tempi di riposo e la garanzia del diritto alla disconnessione; in secondo luogo, l’assenza di un preciso orario di lavoro e l’autonomia nello svolgimento della prestazione nell’ambito degli obiettivi prefissati, oltre che nel rispetto dell’organizzazione delle attività assegnate.

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«La diffusione dello smart working nel periodo dell’emergenza pandemica ha evidenziato alcune criticità applicative della legislazione vigente», commenta Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, «e si è deciso di affrontarle valorizzando il ruolo delle parti sociali, come sostenuto dalla nostra Confederazione. La contrattazione collettiva infatti è lo strumento più utile per coordinare l’attuazione del lavoro agile rispetto alle esigenze dei singoli settori».
«Il settore degli studi professionali ha sempre considerato di assoluta rilevanza lo smart working e lo ha sostenuto economicamente attraverso la propria bilateralità per rispondere ai profondi cambiamenti dettati dall’innovazione tecnologica, soprattutto durante la pandemia, nell’organizzazione degli studi professionali».

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