Lavoratori degli studi professionali, in arrivo il nuovo contratto con 215 euro in più

da | 19 Feb 2024 | Competenze multidisciplinari, Notizie

Studi professionali: per i lavoratori in arrivo il nuovo contratto con 215 euro in più

È scaduto nel 2018 – in una stagione pre-pandemica, nella quale l’attività occupazionale nel nostro Paese prevedeva, tra l’altro, il ricorso meno frequente allo «smart working» – e, fra poche settimane, verrà rinnovato, con un aumento retributivo e nuove tutele assistenziali: è il contratto collettivo nazionale per i lavoratori degli studi professioniali, su cui è stata raggiunta l’intesa fra Confprofessioni (la parte datoriale) ed i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Nelle prossime settimane la bozza di accordo verrà sottoposta, come di consueto, in consultazione tra i dipendenti, per poi entrare in vigore. Si tratta di un modello che riguarda almeno un milione di persone.

Il documento – della durata di tre anni, dal 1° marzo 2024 al 28 febbraio 2027 – contempla innanzitutto l’incremento di 215 euro mensili  nei contratti per i lavoratori negli studi professionali che verranno distribuite in quattro «tranches» dal 2024 al 2026 per il terzo livello dei lavoratori interessanti; l’ascesa retributiva, però, viene anche riparametrata per gli altri livelli di inquadramento.

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Nell’ipotesi di intesa, stando a quanto riferito dai firmatari, è inclusa «la corresponsione «una tantum» di 400 euro (in due «tranches» da 200 euro nel mese di maggio del 2024 e 2025) e viene stabilito un incremento di 5 euro del contributo per introdurre nuove prestazioni sanitarie integrative erogate dalla Cassa di assistenza di categoria – Cadiprof – anche a vantaggio dei familiari» nel contratto per i lavoratori degli studi professionali, insieme all’inserimento di una giornata di permesso per consentire ai componenti dell’organico di effettuare visite e «check up» a livello preventivo, per proteggere la propria salute.

Inoltre, in considerazione dei mutamenti avvenuti dal 2018 ad oggi nel mercato del lavoro nazionale, il testo siglato va a revisionare pure «la sfera di applicazione, con l’inserimento di alcune figure professionali» e, tenendo nella giusta attenzione fattori quali «la dinamicità del comparto e l’importante innovazione tecnologica e digitale che lo investe», su impulso dei firmatari si istituisce un gruppo di lavoro che sarà incaricato di aggiornare l’inquadramento contrattuale a beneficio della platea in servizio presso le attività libero-professionali. A partire dal 1° gennaio 2025, oltre, viene integrato il trattamento di maternità obbligatoria a carico del datore di lavoro, «permettendo così il raggiungimento del 90% della retribuzione», si precisa.

«È stata una trattativa lunga e complessa, anche a causa di un contesto economico e sociale condizionato dalla pandemia e dalle spinte inflattive causate dalle crisi internazionali che hanno avuto un forte impatto sugli studi professionali. Il risultato dell’intesa – ha commentato il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella – è senza dubbio soddisfacente, perché è stato trovato un punto di equilibrio tra le diverse esigenze di lavoratori e datori di lavoro». Infine, ha proseguito, «l’aumento retributivo ha tenuto conto delle dinamiche inflattive e dei cambiamenti in atto nel mercato del lavoro che impattano sugli studi professionali. Una particolare attenzione è stata posta sul welfare, che è stato ulteriormente rafforzato e che da sempre caratterizza la storia contrattuale degli studi professionali», ha terminato il vertice della Confederazione.

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