È lo stesso presidente Oliveti ad averlo annunciato agli Stati generali, a Roma
Il primo e il secondo pilastro pensionistico sotto la medesima «egida», quella dell’Associazione che raggruppa le Casse previdenziali e assistenziali dei liberi professonisti italiani (Adepp): a parlarne è stato lo stesso presidente Alberto Oliveti, che guida anche l’Ente dei medici e dei dentisti (Enpam), nel corso degli Stati generali organizzati dall’organismo, a Roma, occasione per affrontare anche temi finanziari e concernenti il mercato del lavoro, in uno scenario nel quale le «nuove leve» autonome continuano a essere «in affanno». «A fine anno, nel rapporto che presenteremo il 17 dicembre, si vedrà come i giovani under40 guadagnano un terzo degli over60» quale che sia la professione che esercitano, e anche la condizione femminile continua a presentare divari, ha spiegato, parlando degli Enti privati come di «una storia trentennale di successo: ci hanno dato il debito previdenziale» con la privatizzazione, «patrimoni non elevati e li abbiamo fatti crescere», tenendo sempre presente che «le Casse hanno come obiettivo trasformare i contributi in prestazioni per la propria platea di professionisti», ha affermato il presidente.
Dal palco dell’iniziativa capitolina, poi, il ministro del Lavoro Marina Calderone ha toccato vari punti: l’andamento demografico, ha osservato, «cambia lo scenario e amplia le preoccupazioni: Casse e Ordini possono testimoniare che l’età media dei professionisti si alza, e ci sono oggettive difficoltà ad attrarre i giovani», e «il volume d’affari delle donne è ancora sensibilmente differente, rispetto a quello dei colleghi uomini». Quanto al ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, ha detto che «non possiamo permetterci di fare passi indietro sulle libere professioni», anche perché «è più facile fare un bel colloquio e, poi lavorare» come dipendente, mentre «nella libera professione ci si mette in gioco» in proprio. E ha posto l’accento sull’azione del governo di centrodestra nel comparto, con l’approvazione della legge sull’equo compenso (nel 2023) e, tra l’altro, il recente varo del disegno di legge delega per il riordino di 14 categorie (fra cui quella dei periti industriali e periti industriali e laureati), la revisione delle professioni di avvocato e commercialista e la riforma delle professioni sanitarie.
Ad affrontare le questioni finanziarie, in un panorama nel quale le maggiori Casse previdenziali professionali sono coinvolte nel cosiddetto «risiko bancario», è stato l’amministratore delegato del Gruppo Banco Bpm Giuseppe Castagna: «Per prime le Casse di previdenza, con coraggio, hanno creduto nella capacità di impiegare i soldi che i loro associati consegnavano ad esse per la futura pensione in questo sistema di infrastrutture economiche», e ciò ha generato «una buona ricchezza per il Paese e per se stesse», tanto che gli Enti privati «hanno avuto il 500% di ritorno in pochi anni», rispetto a quanto avevano investito.













