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La Regione Veneto riconosce e promuove le comunità energetiche

da | 12 Lug 2022 | Notizie, Voci dal territorio

Una votazione politica all’unanimità rappresenta già un avvenimento meritevole d’attenzione. Ancora di più se il merito di questa compattezza di giudizio va ad uno degli elementi più importanti, sebbene ancora sostanzialmente inesplorato, della transizione green del Paese, ovvero le comunità energetiche. Quest’ultime sono state oggetto, appunto, di un significativo via libera a pieni voti da parte del Consiglio regionale del Veneto con un provvedimento, si spera, destinato a fare da battistrada per le altre regioni.

Nel testo di legge, approvato dal parlamento regionale insediato nel suggestivo Palazzo Ferro Fini di Venezia, viene riconosciuta e promossa l’attività delle comunità energetiche così come individuata dalle direttive della Commissione europea. A Bruxelles si è infatti stabilito che i Paesi membri dell’UE debbono agevolare i gruppi di cittadini che si organizzano per forme di autoconsumo dell’elettricità. Ovvio il riferimento alle comunità energetiche, intese come le associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Una legge sintesi delle tre proposte iniziali

A favorire il raggiungimento dell’unanimità da parte del Consiglio regionale del Veneto, la circostanza che il testo approvato rappresentava la sintesi di tre proposte di legge iniziali, espressione di varie forze politiche. “La legge veneta – ha spiegato il relatore del provvedimento Marco Andreoli, esponente della maggioranza e presidente della commissione per le politiche economiche – favorisce la creazione di gruppi di autoconsumo, costituiti da soggetti pubblici e privati che si associano per la produzione, l’accumulo e il consumo di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, ma anche energia idroelettrica, biogas, eolica). L’autoproduzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili è oggi competitiva e rappresenta un’opportunità di sviluppo locale in chiave di sostenibilità ed economia circolare”.

In particolare, la nuova legge regionale comprende nove articoli. Nel testo vengono definite le comunità energetiche e i gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente (ad esempio famiglie di un condominio) stabilendo degli obiettivi di autoconsumo e non di profitto. Viene altresì chiarito che le comunità energetiche sono soggetti produttori di energia a patto che la quota dell’energia prodotta destinata all’autoconsumo da parte dei membri sia almeno il 60% del totale.

Tavolo regionale per il risparmio energetico

Da parte della Regione Veneto – oltre alla promozione e il monitoraggio delle comunità energetiche con la possibilità di finanziamento degli impianti da fonti rinnovabili al loro servizio -, c’è l’impegno “a istituire un tavolo regionale per il risparmio energetico al fine di promuovere la diffusione in modo coordinato dei gruppi di autoconsumo, oltre che per individuare e suggerire buone pratiche per la riduzione dei consumi energetici”. Complessivamente la nuova legge nasce con una dote finanziaria di 250 mila euro per il 2023 e altrettanti per il 2024, più 100 mila euro per il 2022, “a sostegno delle spese di avvio per il lavoro di sensibilizzazione, promozione e facilitazione”.

Il correlatore del provvedimento, Arturo Lorenzoni, ha a sua volta evidenziato il valore trasversale dell’iniziativa legislativa, “a riprova della grande attualità del tema e del comune impegno di maggioranza e minoranza a perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale e transizione energetica”. L’esponente dell’opposizione ha quindi sottolineato che “oggi il sostegno alle comunità energetiche si dimostra una scelta necessaria, improcrastinabile, di fronte ai cambiamenti climatici e ai rischi di povertà energetica. Nelle economie mature non ha più senso parlare di grandi centrali per la produzione di energia: meglio orientare gli investimenti verso obiettivi locali, di scala ridotta, coinvolgendo le comunità locali nelle scelte di impresa e di produzione di energia”.

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