venerdì, 7 Ottobre 2022
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La pandemia ridisegna la casa (attraverso il design)

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Gli effetti della pandemia stanno impattando sul nostro intero stile di vita, dalle abitudini alimentari a quelle sociali, fino al vivere la casa in modo nuovo, sia negli spazi che nella relazione con le persone e gli oggetti che ci circondano. Questo va oltre alla sola quantità del tempo che spendiamo tra le mura di casa -notevolmente aumentata anche nei periodi di minori restrizioni- ma riguarda anche l’approccio con il quale stiamo nelle nostre case. L’abitazione è in continuo mutamento, alla costante ricerca di soluzioni, anche micro, per ricavare spazi di lavoro.

Rimodulazione e multifunzionalità sono quindi le parole chiave che devono stimolare i progettisti nella definizione di arredi e oggetti che sappiano supportare questo forte trend postpademico.

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Ecco dunque emergere molteplici proposte come porte tessili, pareti che si muovono, persino cucine che scompaiono chiuse in un armadio. Tanti arredi su misura personalizzano le abitazioni. Progettare la casa, e ciò che in essa è contenuta, è un lavoro sartoriale che cambia con il cambiamento di chi la abita. Ovviamente evolve soprattutto lo spazio principale della casa: la cucina. Il cambiamento è influenzato non solo da un suo maggiore uso, ma anche dal mutamento del nostro rapporto con il cibo e la tecnologia, quest’ultima, in particolare, relegata ai soli grandi elettrodomestici.

Ma la pandemia, come detto, ha dato una spinta notevole tra i fornelli. Da una ricerca dell’Università Bicocca emerge che la cucina è diventata molto più di un luogo nel quale cucinare, ora è anche uno spazio nel quale condividere la micro socialità di casa e dove le soluzioni tecnologiche, per lavoro o per diletto, stanno prendendo piede in modo massiccio. Basti pensare che il brand BimBy, tra i leader sul mercato mondiale della produzione di macchinari per la preparazione del cibo, parla di un + 40% maggio-dicembre 2020 sull’anno 2019 e un +30% oggi, al termine del 2021, sull’anno precedente. Dati che danno ulteriore conferma del cambiamento in atto nella nostra società verso una maggiore propensione a preparare pasti in anticipo, elaborati o semplici non importa, e portarli con sé al lavoro, spinti dalla voglia di mangiare cibi preparati da noi. Questo significa che siamo anche più inclini a portare il cibo fatto in casa anche sul luogo di lavoro. E infatti cresce la domanda di sistemi per il trasporto del cibo e per la sua conservazione dedicati a coloro che sono tornati in ufficio.

Da ciò ne deriva una crescita della richiesta di benessere durante la propria pausa presso il luogo di lavoro, e le aziende, per lo meno quelle più sensibili, stanno già rivedendo gli spazi dedicati al consumo del cibo attraverso questa nuova prospettiva. Queste tendenze rappresentano ottime notizie per i designer. Le opportunità che si aprono nella progettazione di elementi di arredo, per abitazioni ed uffici, sembrano essere molte. Gli spazi insufficienti o inutilizzati che devono adattarsi ad usi diversi e a forme di privacy diverse, devo essere modulati in funzione delle necessità degli abitanti durante l’arco della giornata. Le stesse opportunità si possono trovare negli oggetti più o meno complessi che popolano questi spazi. Dagli elettrodomestici complessi, e annegati nella tecnologia, alle sedute fino ai sistemi di illuminazione e molto altro. L’impatto dell’emergenza sanitaria sul design quindi è solo all’inizio.

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