mercoledì, 5 Ottobre 2022
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La pandemia fa scendere per la prima volta la domanda mondiale di gas

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Nel 2020, per la prima volta, si è registrato una diminuzione della domanda mondiale di gas (- 2,5% rispetto al 2019). In Europa il calo è stato del 3,1%, negli Usa del 2,3% mentre in Cina si è registrato un aumento del 5% per effetto delle nuove metanizzazioni di centri abitati e dei maggiori impieghi nella termoelettrica e nell’industria pesante. Giù anche la domanda di petrolio, che è scesa a 91 milioni di b/g (- 8,7% nel 2020 rispetto al 2019). Sono i numeri illustrati nel report che Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti, ha redatto e presentato alla Camera dei deputati lo scorso 24 settembre. Il report analizza, tra le altre cose, l’impatto del Covid sul mercato energetico mondiale.

Se gas e petrolio hanno subito una battuta d’arresto in termini di domanda globale, la pandemia non ha fermato il mercato internazionale del gas naturale liquefatto (Gnl): “per il settimo anno consecutivo”, si legge nel rapporto Arera, “il commercio di Gnl ha fatto registrare una crescita, seppur modesta (+0,4% rispetto a 2019), raggiungendo il nuovo volume record di 356,1 Mt. In Europa, l’import ha subito una riduzione del 5% dovuta alla riduzione dei livelli di attività economica da pandemia e alla situazione di stoccaggi ricolmi che ha portato alla cancellazione di carichi nella seconda parte dell’anno”. Per quanto riguarda i prezzi, per il Gnl si sono raggiunti “nuovi minimi storici nel corso del 2020 (4,4 $/MBtu5 in Asia, 3,2 $/MBtu nell’Europa Sud Occidentale), combinazione della domanda ridotta per effetto della pandemia e di offerta sovrabbondante per l’entrata in esercizio di nuove infrastrutture di produzione ed esportazione, oltre che per il trascinamento esercitato dai bassi prezzi petroliferi”.

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Anche il carbone ha avuto un calo dei consumi, anche se “tutto sommato contenuto”, fanno sapere dall’Arera: “: una riduzione del 5% rispetto al 2019, a 7,2 miliardi di tonnellate. A limitare il calo è stata soprattutto la sostanziale tenuta della domanda in Cina (-0,5%) e del Sud-Est Asiatico (+1%). L’Europa invece sta proseguendo il progressivo abbandono del combustibile solido, in vista degli ambiziosi obiettivi della decarbonizzazione”.

A livello italiano, il consumo interno lordo di energia è sceso del 9% l’anno scorso rispetto al 2019 attestandosi a 141 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. L’intensità energetica ha confermato il trend di lungo termine con una flessione dello 0,4%, inferiore a quella dei precedenti due anni e soprattutto distante da quello che sarebbe necessario in base agli obiettivi di efficientamento del sistema entro il 2030. L’analisi dei consumi per fonte mostra un’ulteriore netta contrazione dei consumi di carbone (-27%) fino a 4,7 mln tep, dopo il crollo di circa il 30% già registrato nel 2019. Ha mantenuto invece posizioni il gas naturale, il cui calo è stato contenuto al- 4,4% a 58,2 mln tep avvantaggiato dalla sostituzione del carbone nella generazione elettrica e della sostanziale tenuta nel settore industriale (-2,2%) e un calo nel settore residenziale limitato al -2,8%. Importante, invece, è stato il decremento dei consumi petroliferi sceso a 45 mln tep (-16,7%) mentre resta stabile la produzione da fonti rinnovabili che, “grazie a sostegni di politica energetica e alle priorità legali di cui si avvantaggiano”, si legge ancora nel report, hanno aumentato la loro incidenza sui consumi totali lordi al 19% del 2019 al 20,6% del 2020. In calo, infine, anche il consumo interno di energia elettrica (-6%), “influenzato dalla contrazione della domanda industriale, delle attività terziarie e dei servizi pubblici essenziali mentre sono risultati in aumento in consumi domestici”.

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