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La manovra punta su Irpef, lavoro giovanile e bollo auto

da | 24 Set 2026 | Competenze multidisciplinari

Alla Camera, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti anticipa alcuni punti della prossima legge di bilancio

Tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio dei giovani, insieme al taglio dell’Irpef per il ceto medio e alla possibile eliminazione definitiva del bollo auto. Sono questi i punti principali su cui il governo starebbe lavorando in vista della prossima legge di bilancio. Ad annunciarli è stato ieri il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, durante il question time alla Camera, spiegando che sulla manovra “la sintesi sarà raggiunta a breve”.

Inizia a delinearsi, quindi, l’ultima legge di bilancio di questa legislatura. Ed una delle priorità del governo è investire sul lavoro giovanile. Il ministro ha parlato della possibilità di introdurre un sistema fiscale agevolato per gli aumenti di stipendio riconosciuti dalle aziende ai dipendenti sotto una determinata età. Il modello sarebbe quello della flat tax al 5% già prevista per alcuni aumenti contrattuali. In sostanza, l’obiettivo sarebbe quello di rendere più conveniente per le imprese aumentare gli stipendi dei giovani e, allo stesso tempo, lasciare più soldi in busta paga ai lavoratori. Secondo il ministro si tratterebbe di una misura «particolarmente appetibile» per il rapporto tra costi e benefici. Giorgetti ha sottolineato anche la necessità di valorizzare il lavoro dei giovani e creare condizioni che possano favorirne la permanenza in Italia.

Resta poi sul tavolo l’ulteriore taglio delle tasse per il ceto medio, una delle misure bandiera dell’esecutivo Meloni. Il governo sta valutando una nuova revisione dell’Irpef, con l’obiettivo di alleggerire il peso fiscale sui redditi intermedi. Giorgetti ha confermato come questa sia una priorità della maggioranza, anche se le decisioni definitive dipenderanno dalle risorse disponibili e dall’aggiornamento dei conti pubblici. Ancora pochi giorni e capiremo di che entità si parla.

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Tra le altre ipotesi c’è la volontà di rendere strutturale l’eliminazione del bollo auto, di cui si è tanto discusso nelle ultime settimane. Il ministro ha ribadito l’intenzione del governo di intervenire in questa direzione, senza però fornire ancora dettagli su tempi e modalità. Anche in questo caso, molto dipenderà dall’andamento dei conti pubblici.

Un argomento su cui il governo è più agguerrito che mai: da una parte la premier Giorgia Meloni, che da Vespa ha preso una posizione piuttosto netta contro l’Istat dopo le polemiche sulla revisione del Pil: “non so se sottostimi gli italiani o il governo”, le parole della presidente del consiglio. Dall’altra, la questione della flessibilità europea: è già partito il pressing su Bruxelles per ottenere margini più ampi sui vincoli di bilancio, soprattutto da parte della Lega.

Sul punto è intervenuto anche Giorgetti, che alla Camera ha riportato alcuni numeri. Il rapporto tra deficit e Pil nel 2025 si è fermato al 3,1%, un dato che non consente all’Italia di uscire già quest’anno dalla procedura europea per deficit eccessivo. Comunque, il governo resta in linea con l’obiettivo già fissato: uscire dalla procedura nel 2027. Sul fronte della crescita, Giorgetti ha invece evidenziato la revisione al rialzo delle stime Ocse, che ora prevede per l’Italia un aumento del Pil dello 0,9% nel 2026, superiore alle precedenti previsioni.

Infine, resta sempre aperto il tema dell’energia. Il titolare del Mef ha sottolineato come l’Italia stia chiedendo una risposta comune a livello europeo sul tema degli extraprofitti delle società energetiche: “Altri Paesi si stanno accodando dopo essersi opposti”, le sue parole. La questione sarà discussa all’Ecofin di inizio ottobre.

In definitiva, l’ultima manovra del governo Meloni inizia a prendere forma, tra vincoli di bilancio e crisi internazionali. Un provvedimento ancora più delicato del solito, essendo preelettorale.
Ci attendono mesi caldi tra commissioni e aule parlamentari.

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