Confermate per tutto l’anno prossimo le detrazioni del 50% (abitazioni principali) e del 36% (altri immobili) per ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e miglioramenti antisismici. Ok anche al Bonus Mobili
La Legge di Bilancio 2026, che ha tagliato il traguardo finale nella mattinata del 30 dicembre con l’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati (nello stesso testo licenziato dal Senato il 23/12 e sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia), contiene un’importantissima proroga per quanto concerne i bonus edilizi del panorama italiano.
In virtù di quanto disposto dal comma 22 dell’articolo unico, infatti, viene prorogato per tutto l’anno 2026 il regime fiscale più favorevole, previsto fino all’anno 2025 dalla Finanziaria 2025, con riferimento agli interventi edilizi finalizzati al risparmio energetico (Ecobonus), agli interventi di ristrutturazione edilizia e a quelli in materia antisismica (Sismabonus). Viene inoltre prorogato per l’anno 2026, alle medesime condizioni dell’anno 2025, il cosiddetto Bonus Mobili.
I dettagli della proroga
La Legge di Bilancio 2026 proroga per l’intero prossimo anno le agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero edilizio, l’efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico, confermando le aliquote del 50% e del 36%.
In particolare:
- detrazione del 50% per le spese sostenute sull’abitazione principale;
- detrazione del 36% per gli interventi realizzati su immobili diversi dalla prima casa;
- limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus: nel 2027 previsto un decalage
La misura della detrazione, quindi, dipende dalla destinazione d’uso dell’immobile, distinguendo tra abitazione principale e altri fabbricati.
Le percentuali rimarranno invariate nel 2026, mentre dal 2027 è prevista una riduzione: la prima casa passerà al 36%, le altre abitazioni al 30%.
A partire dal 2028 l’aliquota sarà unica, fissata al 30%, con un tetto di spesa ridotto a 48.000 euro.
Interventi agevolabili con il Bonus Ristrutturazioni
Le detrazioni si applicano agli interventi indicati dall’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia, quali manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili residenziali, incluse pertinenze e fabbricati rurali.
Restano esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria, fatta eccezione per quelli eseguiti sulle parti comuni condominiali. Tra le opere che possono beneficiare dell’agevolazione rientrano, ad esempio:
- sostituzione di finestre e serramenti;
- recupero di mansarde e sottotetti;
- rifacimento di scale e rampe;
- realizzazione di nuove aperture, porte o finestre;
- installazione di ascensori e montacarichi;
- interventi di efficientamento energetico, in alternativa all’Ecobonus.
Ecobonus: agevolazioni per il risparmio energetico
Continua ad applicarsi anche l’Ecobonus, destinato agli interventi finalizzati alla riduzione dei consumi e al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Tra le principali opere incentivabili figurano:
- isolamento termico di pareti, tetti e solai (fino a 60.000 euro);
- sostituzione di infissi e serramenti (fino a 60.000 euro);
- installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda (fino a 60.000 euro);
- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione o pompe di calore (fino a 60.000 euro);
- sistemi di controllo intelligente degli impianti di riscaldamento e raffrescamento (fino a 15.000 euro);
- interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni dei condomìni, fino a 40.000 euro per unità immobiliare;
- lavori integrati di miglioramento energetico e sismico nelle zone a rischio, con un limite massimo di 136.000 euro per abitazione.
Bonus Mobili
La Manovra, infine, modifica il comma 2 dell’articolo 16 del DL 63/2013, al fine di prorogare anche per l’anno 2026 il cosiddetto bonus mobili (detrazione del 50%) riconosciuto ai contribuenti che fruiscono dei bonus per la ristrutturazione edilizia per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Importante: contestualmente all’acquisto dell’elettrodomestico deve esserci un intervento di ristrutturazione.
La detrazione, ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro.














